La filantropia strategica, il sociale è un investimento

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Alma Foti
28.12.2019
Tempo di lettura: 3'
C'era una volta la filantropia che oggi è diventata strategica, punta alla costruzione di progetti integrati, efficienti, e che garantiscano benefici di lungo termine per le persone.
Gli investimenti filantropici sono ormai una tematica diffusa, molto più di quanto si possa pensare nella società odierna, in cui l'individualismo sembrerebbe essere una caratteristica molto presente. 
Se i più “generosi” sono gli Stati Uniti, dove la filantropia muove circa 890 miliardi di dollari, l'Italia non è da meno. Il comparto filantropico muove 9,1 miliardi di euro all'anno in elargizioni, di cui 7,2 miliardi di donazioni individuali e 1,88 miliardi da fondazioni e imprese. Il nostro Paese si colloca al terzo posto in Europa, dietro alla Gran Bretagna (25,3 miliardi di euro) e alla Germania (23,8). 
Ma come facciamo a riconoscere un buon progetto filantropico? Ci sono dei principi da individuare, che muovono la cosiddetta “filantropia strategica” come mezzo per produrre impatto sociale attraverso cambiamenti socialmente significativi, durevoli e misurabili. La nuova filantropia non si ferma alla elargizione di fondi, ma spinge per la costruzione di progetti integrati, efficienti, che garantiscono benefici di lungo termine in ambito sociale. Si arriva addirittura ad alcune forme filantropiche in cui la persona alloca parte del proprio patrimonio in fondi che gestiscono un impatto sociale e consentono di ottenere pure un ritorno finanziario. 
I top advisors riscontrano delle esigenze sopratutto tra quelle persone che non hanno eredi, e che in queste situazioni non sanno come gestire il loro patrimonio. In questo caso desiderano pianificare la loro successione verso forme, preferendo forme di investimento di tipo filantropico. Oppure coloro che si rendono conto di avere un orizzonte temporale di vita molto breve e sentono l'esigenza di preoccuparsi della protezione dell'infanzia e dell'ambiente. In questi casi un consulente finanziario potrebbe essere la persona giusta per non disperdere il patrimonio in donazioni generiche ma a predisporre la costituzione di una fondazione dedita agli scopi che si erano prefissati. 
Opinione personale dell’autore
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