Investire per bene: una mini-guida pratica per il no profit

Del Fava Giulia
Giulia Del Fava
15.3.2022
Tempo di lettura: 3'
Pianificazione finanziaria per enti caritatevoli: a cosa fare attenzione per gestire immobili e investimenti responsabili
Come investono gli enti caritatevoli, ordini religiosi, fondazioni, realtà no profit o associazioni di volontariato? Che cosa vuol dire elaborare una pianificazione finanziaria in questo ambito? E che peso hanno gli investimenti responsabili nell'allocazione di tali risorse?

Stiamo parlando di un settore che ha necessità ed esigenze di investimento, per certi aspetti, diverse da quelle che indirizzano le scelte di investitori privati o imprenditori, e un consulente che intenda occuparsene in maniera competente e professionale deve intraprendere un adeguato processo di formazione e specializzazione per individuare gli strumenti idonei per affrontare questi scenari.

Quali sono, quindi, gli aspetti da prendere in considerazione per un'ottima pianificazione?

  • Protezione e valorizzazione 


Se la regola principe della consulenza finanziaria è rappresentata dalla tutela e valorizzazione del capitale dell'investitore, questo aspetto vale ancora di più per il mondo degli enti religiosi e terzo settore. Infatti, capita spesso che il patrimonio di queste realtà richiedano l'intervento di opere di conservazione e valorizzazione.
A tale fine, esistono alcune scelte di strumenti per andare incontro a queste esigenze.

  • Ottimizzazione del patrimonio immobiliare


Il patrimonio immobiliare degli enti religiosi, nella maggior parte dei casi deriva da donazioni o lasciti testamentari.  Questi sono una ricchezza per l'ente che li riceve ma che non sempre riesce a trovare la giusta soluzione/allocazione al fine di non lasciare il bene non valorizzato. 

Partendo dal presupposto che ogni caso merita una valutazione e un'analisi puntuale e personalizzata, è possibile comunque menzionare due opzioni di scenario, quali affitto o vendita del bene ricevuto. 

Un consulente finanziario specializzato in questo ambito dispone di un network di professionisti in grado di contribuire alla valutazione e valorizzazione della situazione esistente e all'individuazione delle proposte di cambiamento per meglio rispondere alle esigenze del presente e per garantire nel tempo la continuità di tale patrimonio. 

È da tenere in considerazione che sul mercato non esistono soltanto acquirenti privati interessati a tali tipologie di investimento, ma anche fondi di private equity o amministrazioni pubbliche.

Infatti, molto spesso, immobili di prestigio come un monastero, possono trovare una nuova destinazione di utilizzo come trasformazioni alberghiere, residenze per anziani o per studenti come campus universitari.

  • Attenzione alla sostenibilità


Un tema di rilievo quando si parla di pianificazione finanziaria per enti caritatevoli è l'attenzione agli investimenti sostenibili. Da tempo, infatti, il mondo del no profit ha scelto di voler includere, nella ricerca di valore attraverso gli investimenti finanziari, una componente sempre più ampia di criteri etici e di responsabilità sociale, ambientale e di governance (tematiche individuate con l'acronimo inglese ESG). Oggi non è più sufficiente attuare uno screening esclusivo su tematiche particolari come armi, gioco d'azzardo, inquinamento solo per fare gli esempi più immediati dei settori da evitare, ma è necessario porre l'attenzione su aspetti più inclusivi e di benessere per l'investitore e per la società nel suo complesso. 

  • Attenzione al professionista


Quest'ultima regola è un evergreen valido per tutti: privati, imprenditori o enti religiosi/associazioni. È importante, qualora le conoscenze e le competenze necessarie per valutare qualsiasi tipo di operazione non siano presenti, affidarsi ad un professionista accreditato. 

È fondamentale, infatti, non dare per scontato valori quali, trasparenza, l'eccellenza e unicità del servizio offerto.
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