Inflazione: ci fa paura, ma è tutta uguale?

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Giacomo Donati
26.4.2022
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Come difenderci? Quali i trend da seguire con maggior interesse?
Dalla seconda metà dell'anno 2021 oramai stiamo assistendo ad un forte fenomeno: la corsa dell'inflazione.

Abbiamo sempre sentito dire: “eh quando c'era l'inflazione si facevano bei soldi" oppure “con l'inflazione alle stelle mi sono costruito casa con i rendimenti dei titoli di stato”.

Perché allora nel 2022 ci fa più paura? 

Perché non abbiamo ottimismo?

Perché non sta facendo bene ai nostri portafogli?

Perché il contesto è diverso, veniamo da anni a tassi inesistenti se non negativi, ecco quindi che c'è un mare di liquidità a basso costo in giro, liquidità che viene penalizzata dall' inflazione.

Senza contare che con il covid, nel 2020, abbiamo avuto una frenata improvvisa, anzi un blocco dell'economia globale. Un'economia globale che però subito dopo è scattata subito in avanti, anche grazie a massicci investimenti.

Pensiamo in Europa al NEXT GENERATION EU, al PNRR, ai BONUS EDILIZI IN ITALIA.

Questi sono alcuni esempi di “Volani per la crescita” dalla potenza incredibile.

Grazie a questi investimenti massicci si è creata in brevissimo tempo una fortissima domanda di materie prime, energia, e forza lavoro. 

Domanda che però il mercato non era pronto a soddisfare altrettanto repentinamente, o anzi peggio, probabilmente è stata la più “Ghiotta” possibilità di aumentare la leva speculativa.

Ecco allora che troviamo un collegamento con tutto, Europa che vuole ripartire, aumento delle materie prime e del mercato energetico, Cina che abbassa gli afflussi di merci e di navi così da rialzare i prezzi e fare la parte del Leone, guerra in Ucraina che alza ancor più i prezzi delle utilities, e avanti così in un continuo loop.

Tutto torna, e tutto è magnificamente collegato.

Finirà? Certo, nulla è mai definitivo, e per quando sarà finita il risparmiatore dovrà essere sicuro di avere un portafoglio pronto a cogliere il balzo.

E in Usa?

In America la situazione è diversa, l'inflazione americana è diversa, e ce lo spiega bene Andrea Beltratti, professore di Finanza all'Università Bocconi: «Negli Stati Uniti il rialzo dei prezzi è in buona parte legato a un mercato del lavoro in espansione e ai salari in crescita, mentre nell'Eurozona, dove il mercato del lavoro è rigido e i salari sono fermi, la causa principale resta il caro energetico dovuto al gas».


(IL CORRIERE DELLA SERA , Diana Cavalcoli)

E quindi come ci possiamo tutelare?

Sicuramente non lasciando i soldi sul conto corrente, perché in questo momento vorrebbe dire che i prezzi dei beni che acquistiamo crescono mentre i nostri risparmi stanno fermi, già sono fermi gli stipendi, vogliamo farci anche dilapidare i risparmi?

Il rialzo dell'inflazione al 6.7% a marzo 2022 rappresenta per il Codacons una “tragedia” che rischia di avere effetti pesanti sui consumi degli italiani. Lo afferma l'associazione dei consumatori commentando i dati Istat sull'inflazione, e stimando una maggiore spesa fino a +2.674 euro annui a famiglia a causa della fiammata dei prezzi. 

O peggio ancora che NOI risparmiatori paghiamo l'abbassamento del debito pubblico:

<< Nel 2021 l'Italia ha recuperato 56 miliardi di Debito. Ma visto che i conti migliorano grazie all'inflazione vuole dire che parte di quei 56 miliardi li abbiamo pagati noi.>>


(Leopoldo Gasbarro)

Quindi Dobbiamo investire, ma come?

Privilegiando l'equity, e possibilmente l'equity di qualità, infatti di aziende sane e con i bilanci apposto ce ne sono molte, e questo inevitabilmente si riflette positivamente sui loro titoli azionari.

In questo periodo, visto anche le performance di qualche titolo tecnologico (Netflix ndr.), meglio stare lontano dal comparto, preferibile anzi puntare sugli energetici e su tutto ciò che è legato a consumi e mezzi di trasporto, vista la forte voglia di tornare a uscire di casa, muoversi, viaggiare.
Opinione personale dell’autore
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