Fondo pensione: conviene! ... almeno per 4 motivi

SILVIA BERTO
12.4.2022
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L'esperienza mi ha portato a fare un'osservazione che non so se trova conferma nelle tante statistiche che oggigiorno vengono redatte: se è vero che mediamente gli italiani sono poco propensi a sottoscrivere un Fondo Pensione, le nuove generazioni (diciamo fino ai 35 anni circa - per non incasellarle in qualche lettera dell'alfabeto delle Generazioni Y-Z…-) avvertono invece l'urgenza di preoccuparsi del loro futuro “più remoto”. Forse perché ormai sentono i loro genitori mettere in discussione quella che in passato era una certezza granitica: vale a dire una pensione pressocché allineata al reddito di lavoro prima del congedo pensionistico.

Ecco allora che preoccuparsi del proprio futuro da pensionati è una delle cose più sagge da fare.

  1. Perché la speranza di vita aumenta. Quindi, se pure andremo in pensione ad un'età più “avanzata”, ci staremo per più tempo… e sarebbe bello (direi anche giusto) che, quando finalmente non sarà il tempo a mancare, le nostre disponibilità finanziarie ci consentano di mantenere il nostro tenore di vita e fare ciò che amiamo fare. Non sarà probabilmente la pensione che percepiremo (non più ancorata alle ultime retribuzioni prima del pensionamento bensì ai contributi versati durante la vita lavorativa) a darci questo conforto, è invece il fondo pensione lo strumento dedicato proprio a questa finalità.

  2. Perché il tempo è il nostro miglior alleato (ed è gratuito). Chiarito che è importante sottoscrivere il fondo pensione… prima si fa meglio è! Perché i nostri risparmi, proprio perché restano investiti a lungo, accumulano i loro rendimenti in modo composto (cioè anche i rendimenti generano essi stessi rendimento). Certo non si può prevedere con certezza il risultato che otterremo, ma sappiamo che più durerà l'investimento maggiore sarà “l'effetto esponenziale” della capitalizzazione composta… All'allungarsi del periodo di contribuzione potremmo ottenere un montante (si chiama così l'importo che sarà disponibile alla fine) ben superiore oppure, guardando dall'altro lato, per “costruire” lo stesso montante finale sarà sufficiente versare di meno.

  3. Proprio per questo suo valore “sociale” ed educativo il fondo pensione gode di diverse agevolazioni fiscali. La più nota riguarda i contributi versati, che sono deducibili dal reddito fino ad un massimo di 5.164€ l'anno. Questa deducibilità, da sola, consente un risparmio fiscale pari alla propria aliquota Irpef “marginale” (cioè quella che corrisponde allo scaglione più alto del proprio reddito) e ciò equivale ad un guadagno che va dal 23% al 43%! Agevolazione, questa, che non va persa nemmeno se la deduzione non può essere operata (…ma questo aspetto, come molto altro, non può trovare spazio in un articolo introduttivo come questo… e quindi non resta che chiedere al proprio consulente!).

  4. Poi… non è così vincolante come spesso si pensa! Certo ha un obiettivo ben codificato (integrare la pensione obbligatoria) e per questo motivo sono limitate le possibilità di utilizzo prima del pensionamento, ma ci sono parecchie situazioni (le più importanti legate alla salute, alla casa, alla condizione lavorativa etc.) che consentono di liquidare, in tutto o in parte, le somme accumulate. Non solo, ma si possono ad esempio modificare (o sospendere) i versamenti , variare le scelte di investimento, trasferire la posizione ad altri fondi per seguire l'evolversi delle proprie necessità.


Certo … non sarà romantico o d'effetto come regalare o regalarsi un diamante, ma se ci pensiamo bene, regalare un fondo pensione potrebbe risultare ben più utile… a noi stessi ma anche ai nostri figli o nipoti…  (perché no? È un bellissimo modo di prendersi cura di loro anche “a distanza … di tempo”) .
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