Ecobonus 110%: le novità del decreto Rilancio

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Silvio Frontini
29.6.2020
Tempo di lettura: 3'
Viene introdotta la possibilità di cedere il credito di imposta a terzi, quindi a banche ed intermediari finanziari, che potranno così ottenere un margine di guadagno pari al 10%

Non tutti gli interventi di ristrutturazione potranno beneficiare dello sconto

L'Ecobonus può essere richiesto in merito a tre principali tipologie di interventi

Il decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) ha introdotto agevolazioni in merito alle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a favore del settore edilizio, in particolar modo per interventi per l'efficientamento energetico (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sisma Bonus).
Viene introdotta la possibilità di cedere il credito di imposta a terzi, quindi a banche ed intermediari finanziari, che potranno così ottenere un margine di guadagno pari al 10%.

È necessario però attendere la conversione in legge del decreto, che è prevista entro il 18 luglio 2020, in quanto il decreto potrebbe subire delle variazioni.

Ecobonus 110%: non per tutte le tipologie di intervento

Non tutti gli interventi di ristrutturazione potranno beneficiare dello sconto, in quanto l'Ecobonus verrà riconosciuto esclusivamente per un ristretto numero di lavori che garantiscono le più elevate performance di risparmio energetico.

L'Ecobonus può essere richiesto in merito a tre principali tipologie di interventi: interventi di isolamento termico, interventi sulle parti comuni o sugli edifici unifamiliari per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento ed interventi di riduzione del rischio sismico.

Per poter ottenere le agevolazioni gli interventi devono apportare un miglioramento di almeno due classi energetiche dell'edificio.

Se non si ottiene un miglioramento di almeno due classi energetiche, sarà comunque possibile ottenere l'Ecobonus anche con il conseguimento di una sola classe energetica, purché venga fornita un'attestazione di prestazione energetica (APE), rilasciata da un tecnico abilitato nella forma di dichiarazione asseverata.

In questo mio intervento non voglio soffermarmi sull'aspetto tecnico degli interventi che possono beneficiare dell'Ecobonus, ma voglio fare un analisi di tipo economico.

L'agevolazione economica dell'Ecobonus: la cessione del credito

Uno degli aspetti più interessanti della norma è rappresentato dalla possibilità di usufruire di uno sconto pari al 100% del costo direttamente in fattura emessa dal fornitore dei lavori.

L'impresa  che emette fattura ed esegue i lavori potrà decidere di cedere il credito d'imposta, pari al 110% a banche o altri soggetti finanziari, oppure di utilizzarlo direttamente.

Il credito di imposta verrà ripartito in cinque quote annuali. La modalità dello sconto in fattura e del conseguente credito di imposta ha l'obiettivo di  consentire alle le famiglie di commissionare i lavori di ristrutturazione anche se non dispongono di liquidità.

Gli istituti di credito o gli intermediari finanziari potranno quindi ottenere un margine del 10%, ma in molti casi andranno a chiedere delle garanzie ai soggetti beneficiari.

Queste garanzie potranno essere di varia natura e di varia entità;  dal semplice anticipo dell'importo fino ad arrivare alla richiesta di un'ipoteca sull'immobile.

Al momento sarebbe prematuro immaginarsi come ciascun istituto di credito o intermediario finanziario si organizzerà e, ancor di più pensare alle tempistiche, anche in conseguenza a quanto finora l'esperienza dei prestiti garantiti dallo Stato fino a 25.000 Euro ci ha fornito. 

Anche se le agevolazioni relative all'Ecobonus riguarderanno lavori fino a dicembre del prossimo anno, in attesa di maggiori chiarimenti si potrà comunque rischiare di vedere lavori già commissionati sospesi, con conseguenti seri danni al settore.
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