Dimmi chi sei

Spita Sabrina
Sabrina Spita
17.12.2021
Tempo di lettura: 3'
In attesa dei nuovi dati relativi all'anno ancora in corso, ho riletto in questi giorni il VI Rapporto Consob sulle scelte d'investimento delle famiglie italiane che evidenzia nel 2020 una generalizzata avversione al rischio, ma anche una rinnovata fiducia nei professionisti del risparmio.

La quota degli investitori che si sono rivolti ad un consulente finanziario è aumentata dell'11%, passando dal 30% del 2019 al 41% del 2020 e i dati osservati fino ad oggi fanno presagire un ulteriore traguardo per l'anno   2021.

Chi si affida ad un professionista della consulenza finanziaria tende ad avere inoltre meno liquidità sui conti, a fronte di maggiori investimenti.

Coloro che si sono affidati ad un professionista hanno investito e ridefinito l'allocazione del portafoglio, ottenendo   risultati migliori rispetto a chi ha dimostrato un'eccessiva prudenza come dimostrano i 

 

dati di Assoreti.

Il consulente finanziario è stato quindi in grado di gestire la cautela dei risparmiatori, facendo loro comprendere la necessità di utilizzare le risorse economiche al fine di raggiungere il benessere economico individuale e familiare, favorendo anche prodotti che possano aiutare l'economia reale, la sostenibilità ambientale e sociale, contribuendo così ad innalzare anche il benessere collettivo.

In altre parole: il consulente aiuta le persone a compiere scelte di investimento più oculate e lungimiranti.

I mercati sono sempre più complessi ed è ormai indispensabile una guida esperta per addentrarsi nello sconfinato mondo degli investimenti. 

Un altro modo per essere di aiuto ai risparmiatori è quello di implementare il lavoro in team: le competenze trasversali e tecniche dei singoli professionisti permetteranno di assistere il cliente a 360 gradi per tutta la vita, fornendo così un miglior servizio al cliente.

Investire è come partecipare ad una maratona: nessuno di noi si sognerebbe di correre per più di quaranta chilometri senza una preparazione atletica e psicologica. Eh sì, anche psicologica, perché chi corre sa che negli ultimi chilometri non sono le gambe a portare al traguardo, ma la testa.

La costruzione dei portafogli non parte dall'analisi tecnica ma dalla conoscenza di sé stessi e dei propri limiti.

Nessun investimento è privo di rischio. 

Per guadagnare bisogna rischiare, ma il rischio si può controllare con i giusti strumenti, il corretto orizzonte temporale e la giusta disciplina. Come? Con un metodo da conoscere bene e da seguire attentamente.

Una guida, in questo caso il tuo consulente finanziario, sa di quali attrezzature servirsi in caso di emergenza, quali procedure attivare in caso di difficoltà. Il vero rischio non è quello di perdere denaro, bensì di non raggiungere i propri obiettivi di vita ed è in questo il vero valore aggiunto di un consulente. Non è quello di controllare i mercati, cosa praticamente impossibile da fare, ma quello di insegnare ad utilizzare e rispettare il metodo che porterà a realizzare i propri   obiettivi. Poco importa se per arrivarci dovremo affrontare qualche brusca frenata e qualche sbandata, l'importante è avere chiara la meta e non perderla mai di vista. 

Per arrivare alla meta bisogna farsi aiutare da una persona esterna, qualcuno che ci sappia rivolgere le giuste domande, che ci faccia parlare per capire come siamo fatti e come reagiamo in condizioni di stress, perché come dice il professor Ruggero Bertelli, uno dei maggiori esperti di Finanza comportamentale: se non sai chi sei, è molto costoso scoprirlo sui mercati finanziari!

 
Opinione personale dell’autore
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