Colloqui, ecco alcuni aspetti importanti

Fiorini Alessio
Alessio Fiorini
26.5.2020
Tempo di lettura: 3'
L'incontro numero 1 rappresenta un momento importante, in quanto la prima impressione conta, molto

I modi gradevoli e la chiarezza di intenti da parte del selezionatore sono fondamentali

Occorre reale interesse per la crescita professionale del candidato (e non spasmodica attenzione a conoscere le dimensioni del portafoglio)

I colloqui di selezione con i bancari dotati di portafoglio clienti devono seguire, in parte, logiche e tempi diversi rispetto a quelli con i consulenti finanziari.

Il passaggio contrattuale da dipendente a partita iva normalmente preoccupa, per cui occorre impostare il percorso in maniera differente.


L'incontro numero 1 rappresenta un momento importante, in quanto la prima impressione conta, molto. I modi gradevoli e la chiarezza di intenti da parte del selezionatore sono fondamentali.

Occorre reale interesse per la crescita professionale del candidato (e non spasmodica attenzione a conoscere le dimensioni del portafoglio) e per la sua persona in quanto tale: queste le basi per impostare un solido iter nella nascitura trattativa.

Decidere di dedicarsi un'ora del proprio tempo è un dono che va apprezzato e ne va dato un senso. Comunicando con trasparenza che sarà un percorso a due vie, di conoscenza personale e professionale.


La motivazione cresce se si comincia sin da subito a ragionare su un progetto costruito ad hoc sulla persona, rispettando i suoi valori e la sua storia, cercando di mettersi costantemente nei panni dell'altro.




Una volta evidenziata con trasparenza la logica del percorso, la durata prevista e lo scopo, assume rilevanza, sempre con la massima attenzione all'ascolto, la comprensione della consapevolezza del candidato rispetto al proprio mercato interno ed esterno.

Nella mia esperienza, l'importanza dell'analisi del mercato interno prevale certamente su quella relativa al mercato esterno.

Il candidato spesso ha, razionalmente, una buona contezza della situazione esogena, su cui tuttavia non può incidere: banche tradizionali in profonda trasformazione (digitalizzazione, esuberi e chiusura sportelli in primis), scarse opportunità di carriera/crescita professionale, pressioni commerciali più o meno evidenti, stipendio relativamente poco soddisfacente e così via.

E su questo tema vanno poste domande aperte di verifica e reciproco confronto.

Il punto focale è tuttavia quello relativo al proprio mercato interno, ovvero alla sfera delle emozioni, delle paure, della percezione rischio/opportunità, del proprio livello di ambizione, dei desideri, dei sogni da realizzare, per sé ed eventualmente per la propria famiglia.




Se si crea un sincero link emotivo tra candidato e selezionatore, se si pongono sin da subito le basi per creare un rapporto di fiducia, se si ascolta per davvero, se ci si mette l'uno a fianco all'altro come due membri dello stesso team, nascono in maniera naturale e non forzata i presupposti perché maturi, nel giusto tempo, la decisione di cambiare.Il primo incontro serve quindi a stimolare nel bancario la curiosità, affinché decida di accettare con piacere ulteriori colloqui, con l'obiettivo di offrirgli nei mesi maggiore visibilità dell'Opportunità, sino a fargliela cogliere pienamente.

Tutto questo può accadere solo se da parte del selezionatore c'è sincerità, affidabilità e competenza.

Il candidato, essendo prima di un bancario una persona, percepisce se c'è trasparenza, calore umano e onestà intellettuale.

E da qui il coinvolgimento in un progetto ad hoc diventa la logica conseguenza.

Nella prossima puntata approfondirò i principali dubbi che in tanti anni di attività mi hanno manifestato i dipendenti bancari cercando di fornire alcune pratiche risposte.

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