Etf obbligazionari per tutte le esigenze: a cosa guardare con tassi in discesa

Tempo di lettura: 3'
Gli Etf obbligazionari permettono di posizionarsi in vario modo sul reddito fisso e la scelta di quali inserire in portafoglio dipende dagli obiettivi specifici che si vogliono portare avanti così come dalle aspettative di mercato

Sebbene per gran parte dello scorso anno le performance obbligazionarie siano state più deboli rispetto al prepotente rally dell’azionario, i messaggi meno aggressivi da parte delle banche centrali segnalano all’orizzonte il profilarsi di prospettive più favorevoli per questa asset class. Già a novembre 2023 l'indice Bloomberg Global Aggregate ha registrato un consistente +5%, ossia il secondo miglior mese di guadagni negli ultimi 30 anni. Inoltre, l’aspettativa di tassi sì in discesa, ma ancora a livelli relativamente alti abbastanza a lungo, deve essere tenuta ben a mente soprattutto dagli investitori di lungo periodo che possono trovare un alleato nei rendimenti presenti in tutto lo spettro del reddito fisso. Invesco rimarca proprio come l’asset class obbligazionaria non risultava così attrattiva da anni: il potenziale picco dei tassi crea infatti l’opportunità di fissare un maggior livello di reddito per gli anni a venire. 

Perché gli Etf obbligazionari e non singole emissioni

Il reddito fisso è atteso quindi rimanere popolare tra gli investitori che cercano di assicurarsi rendimenti a lungo termine. Investire su singole obbligazioni pone però davanti ad alcuni problemi: dai lotti minimi ai possibili problemi di liquidità esigua. Gli Etf obbligazionari vanno a risolvere queste criticità dando la possibilità di esporsi in maniera diversificata al mercato obbligazionario attraverso uno strumento altamente liquido. In aggiunta, negli Etf il portafoglio obbligazionario viene ribilanciato regolarmente in linea con le regole dell’indice evitando l’incombenza di monitorare le nuove emissioni.

 Negli ultimi anni gli Etf obbligazionari hanno registrato una rapida crescita, sia in termini di asset totali in gestione che per numero di prodotti disponibili, tanto che oggi il mercato offre una soluzione per quasi ogni esigenza di investimento obbligazionario. Nel corso del 2023 si sono visti numeri record tra gli Etf obbligazionari con afflussi netti pari a 63,5 miliardi di dollari in Europa, quasi raddoppiati rispetto a quelli del 2022 (dati Etfgi).

Tanti cloni per le differenti visioni di mercato

Gli investitori obbligazionari possono scegliere tra una vasta gamma di Etf per quasi tutte le esigenze di investimento, sia strategiche che tattiche. Ma come selezionare l'Etf che meglio si adatta a esigenze specifiche, specialmente nell'attuale ambiente di mercato incerto? Invesco permette di attingere a un’ampia gamma di soluzioni in ambito obbligazionario che si adattano a quelle che sono le priorità che il cliente vuole portare avanti.

Si va dai prodotti per la gestione della liquidità che presentano una duration molto bassa (0-1 o 1-3 anni), adatti per gli investitori più cauti che vogliono attendere prima di aumentare il livello di rischio della componente obbligazionaria, a quelli a più lunga durata che tradizionalmente hanno correlazioni negative con l’azionario e possono andare a fare da cuscinetto alla volatilità del mercato azionario. Infine la volatilità dei mercati può essere usata per aumentare il rischio di credito all’interno della propria allocazione a reddito fisso (corporate bond investment grade o high yield).


Perché guardare a una duration più lunga nel 2024

Per il 2024 l’outlook obbligazionario di Invesco indica rendimenti in eccesso positivi da parte dei Treasury sulla liquidità. I premi al rischio nel mercato dei titoli di Stato Usa sono elevati in ragione del maggior livello di crescita previsto per l’economia a stelle e strisce. Con la transizione di quest’ultima da un tasso di crescita superiore ai livelli tendenziali a uno più lento, la Federal Reserve dovrebbe iniziare a tagliare i tassi verso metà del 2024. Invesco prevede quindi un irripidimento della curva dei rendimenti man mano che il mercato si adeguerà al rallentamento della crescita e alle probabili riduzioni del tasso sui fed fund.
Come detto, investire in titoli di Stato di più lunga durata può fungere da cuscinetto alla volatilità del mercato azionario. L’indice Bloomberg Barclays US Treasury 7-10 Year, a cui si rifà l’Invesco US Treasury Bond 7-10 Year UCITS ETF (Codice ISIN IE00BF2FN646), permette di replicare la performance del debito a tasso fisso denominato in dollari Usa emesso dal Tesoro degli Stati Uniti con una durata residua compresa tra 7 e 10 anni. Il fondo e l'indice vengono ribilanciati e ricostituiti su base mensile ed è prevista la distribuzione di una cedola con cadenza trimestrale.
Dal confronto con altri sottostanti spesso utilizzati per posizionarsi su questo tratto della curva, come l’ICE US Treasury 7-10 Year Bond Index, emerge una sovraperformance del Bloomberg Barclays US Treasury 7-10 Year (rendimento del 3,55% nel 2023 rispetto al 3,32%, dati al 29/12/2023). Nei tre mesi da novembre 2023 a gennaio 2024 lo stesso indice ha segnato un progresso di oltre l’8,5% proprio in virtù delle crescenti attese di un cambio di rotta della Federal Reserve sul fronte tassi. Il posizionamento in un tratto medio-lungo della curva dei Treasury permette, in caso di revisione al ribasso delle previsioni sui tassi, di trarre vantaggio dalla rivalutazione dei prezzi grazie alla duration del portafoglio. Di contro, se i tassi rimarranno elevati, si avrà comunque il rendimento offerto dai titoli.

Cosa vorresti fare?