I trend per l'industria del risparmio gestito per il 2019, parla Mediolanum

24 Ottobre 2018 · 3 min

Il 2018 è stato un anno non facile per l’industria del risparmio gestito. A partire, sostiene Edoardo Fontana Rava di Banca Mediolanum, da Mifid 2. “Con l’introduzione della nuova normativa è arrivata una grande attenzione al tema del costo dei prodotti e l’analisi dei portafogli dei clienti. A questo si è unito un andamento di mercato particolarmente complesso a partire da giugno. La conseguenza è stato un brusco rallentamento di tutta la raccolta del risparmio a livello di mercato complessivo, che non è però ancora stato compensato da un approccio più coerente con lo scenario. Vediamo  ancora tantissima liquidità dei portafogli dei clienti, e il rischio di distruggere valore rispetto a quello che sono i risparmi delle famiglie italiane”.

Cosa aspettarsi dal 2019?

“La fine di quest’anno vede la ricerca di soluzioni per affrontare un mercato che è strutturalmente cambiato, specie nell’obbligazionario. Per l’anno prossimo l’introduzione di Mifid 2 potrebbe ulteriormente aggravare questa situazione di difficoltà nell’approcciare i clienti e nel parlare di soluzioni a valore. In realtà le soluzioni e le opportunità ci sono – prosegue Fontana di Mediolanum –  nel riposizionare l’attività di consulenza in funzione delle esigenze dei clienti, in termini di orizzonte temporale, per permettere per esempio di accedere in modo più consistente ai mercati azionari. Questi, al contrario di tutti (gli altri, ndr) dati macroeconomici dimostrano la loro solidità e la possibilità di creare valore nel lungo periodo. Anche i mercati azionari hanno un elemento di volatilità che però è dovuto a situazioni temporanee, rispetto invece a elementi macroeconomici solidi e forti. L’introduzione completa della Mifid 2 sarà un banco di prova importante perchè i clienti riceveranno una rendicontazione completa dei costi che hanno sostenuto nel corso del 2018. Ma tuttavia bisognerà attendere ancora qualche mese, fino alla fine dell’anno, perchè questo abbia una forma coerente e uniforme tra i player di mercato e consentire di conseguenza ai clienti di fare un confronto oggettivo tra i costi sostenuti e il valore ricevuto nell’ambito delle scelte effettuate“.