M&A, nel 2019 operazioni in calo nonostante 1° semestre positivo

26 Novembre 2019 · 3 min

Il 2019 è stato caratterizzato da un primo semestre positivo in fatto di operazioni M&A, ma un secondo semestre un po’ altalenante. Cosa aspettarci dalla fine dell’anno? Intervista a Stefano Valerio, avvocato dello Studio Gatti Pavesi Bianchi.

Come è andato il 2019 in fatto di operazioni M&A?

“Il 2019 è stato caratterizzato da un primo semestre molto positivo e un secondo semestre un po’ altalenante. Le operazioni si stanno prolungando oltre una tempistica media e non ci sono grandi operazioni. Penso che l’incertezza stia pesando anche un po’ sul mercato delle operazioni straordinarie. La taglia delle operazioni è media, per cui le Pmi in realtà sono state più interessate rispetto alle grandi imprese da operazioni straordinarie. Un elemento che va sottolineato è che sono mancate operazioni di public M&A, vale a dire operazioni di aggregazione fra società quotate. Questo perché da un lato la Borsa paga e premia meno delle operazioni private e, quindi, dei fondi o industriali che acquistano delle società, dall’altro si è notata un’assenza di operazioni di mercato rispetto a quelle private, con fondi di private equity o operatori industriali che comprano società”.

Cosa aspettarci dalla fine dell’anno in termini di grandi operazioni?

“Non vorrei sembrare pessimista, ma non credo che ci possiamo aspettare una fine d’anno particolarmente effervescente. In questi giorni un paio di aste che i fondi avevano iniziato per vendere società di dimensioni medio-grandi si sono fermate, perché non hanno incontrato il prezzo che si aspettavano gli venisse riconosciuto per i diversi asset. Questo dà un po’ un segnale di attesa. C’è anche da dire che, nonostante la questione delle operazioni di public M&A, la Borsa è andata molto bene. Di conseguenza, ci sono molti che in questo periodo preferiscono non fare nulla, godere delle performance positive realizzate fino a questo periodo e aspettare il 2020. Temo che la concorrenza di questi due fattori farà sì che l’ultimo mese e mezzo dell’anno non sarà particolarmente rilevante. In più, non mi sembra che ci siano operazioni di dimensione medio-alta in fase di chiusura. E’ un processo che inizia adesso e difficilmente si potrà chiudere prima della fine dell’anno”.