Risparmio gestito, un'evoluzione internazionale

12 Giugno 2019 · 4 min

In Europa il numero di fondi di investimento è maggiore rispetto agli Stati Uniti, ma le masse statunitensi sono sicuramente più importanti. Stefania Paolo, head of sales Italy di Bny Mellon IM, spiega come si evolve l’industria del risparmio gestito nei due continenti e quali movimenti vanno segnalati in Italia

L’industria del risparmio gestito negli Stati Uniti è diversa da quella europea, soprattutto in termini di volumi e masse in gestione. In Europa il numero di fondi di investimento è superiore rispetto a quello degli Stati Uniti, ma le masse che ci sono negli Stati Uniti sono sicuramente più importanti. In particolare, gli Stati Uniti sono molto diversi come mercato dal punto di vista dell’eterogeneità, delle differenze, dell’unicità e delle regolamentazioni. In Europa stiamo assistendo a un avvicinamento all’industria del risparmio gestito negli Stati Uniti con un’unica regolamentazione che cerca di uniformare le varie differenze regionali.

Che movimenti vengono segnalati in Italia?

Le prospettive dell’industria nel mercato italiano per un gestore globale come il nostro sono diverse. Vediamo delle fonti di crescita dell’industria abbastanza interessanti e, in particolare, alcuni trend strutturali:
1. i fondi tematici, che colgono questi mega trend a livello strutturale che afferrano le opportunità di crescita future;
2. la tecnologia, che sta influenzando il modo di spostarsi, come l’innovazione nella mobilità;
3. la sostenibilità, che una volta era considerata un approccio che non consentiva un ritorno, mentre ora non solo ha dei ritorni interessanti, ma addirittura va a operare in ambiti sempre più sostenibili e interessanti dal punto di vista degli investitori.
Un altro approccio è quello del ritorno alla qualità, che noi con alcune nostre soluzioni di investimento promuoviamo, anche in momenti difficili come quello del 2018. In definitiva, ritorno a guardare i fondamentali, i titoli sia a livello obbligazionario che azionario, e la qualità degli emittenti e delle società, in termini di distribuzione, di dividendi e di flussi di cassa.