Etf a basso costo, l’impatto sul mercato italiano

04 Aprile 2019 · 3 min

Etf a basso costo, come ha reagito il mercato italiano? Risponde Simone Rosti, country head Italy di Vanguard

Il mercato italiano ha reagito in maniera sorprendentemente positiva. L’adozione degli etf a basso costo è partita già da qualche tempo, ma con il cosiddetto Vanguard effect – ovvero la possibilità di arrivare sul mercato e abbassare i costi medi degli etf – i vantaggi per gli investitori italiani sono diventati sempre più importanti. Da inizio anno, quando abbiamo quotato 19 etf su borsa italiana, abbiamo visto un’adozione e dei volumi su questi prodotti sempre più elevati, e ci aspettiamo che questo trend continui. Il costo è uno dei pochi elementi di certezza degli investitori. A seguito di un 2018 molto difficile per i gestori attivi e di un 2019 dove la reportistica Mifid farà sempre più trasparenza sui costi in portafoglio per gli investitori, i costi stessi diventeranno un elemento sempre più importante nella scelta di investimento.

Quale sarà l’impatto sul mercato italiano nel breve e nel lungo termine?

Pensiamo che in parte ci sia già stato un effetto sul mercato italiano nel breve termine. Le gestioni patrimoniali, i portafogli di advisory, i fondi di fondi, i fondi e i prodotti assicurativi hanno guardato nei mesi scorsi, stanno guardando in questo periodo e pensiamo che guarderanno sempre di più al costo del sottostante di investimento. Quindi, riteniamo che già gli investitori privati, finali e istituzionali abbiano beneficiato di questo, ma siamo solo agli inizi. L’espansione degli etf, dei fondi indicizzati, ha portato fino ad ora un’efficienza di investimento importante. Tuttavia, con Mifid2, con le dinamiche della consulenza finanziaria a pagamento e con sempre più prodotti sul mercato, oltre a una giusta education sul valore vero di un prodotto di investimento, migliorerà l’efficienza del portafoglio dei clienti con costi sempre più bassi.