Risparmio gestito alla prova della Mifid 2, parla Fideuram

29 Ottobre 2018 · 4 min

La consulenza non può (più) permettersi di essere solo finanziaria ma deve evolversi verso un concetto di consulenza patrimoniale a 360gradi, che guardi a tutte le necessità del cliente, del suo nucleo familiare e della sua impresa. Così Fabio Cubelli, condirettore generale di Fideuram, racconta l’evoluzione dell’industria. E’ necessario “abbracciare temi che fino ad oggi l’industria non ha scoperto completamente, come ad esempio i temi successori, immobiliari, la gestione sì dell’attivo ma anche del passivo e l’art advisory. Sono tutti concetti che necessitano di una professionalità sempre maggiore rispetto a quella a cui abbiamo assistito in passato, limitata alla gestione finanziari del portafoglio del cliente e che quindi domani richiederà in tutti i consulenti un approccio e conoscenze sempre più ampie che porterà nel tempo il cliente a fare selezione sui migliori consulenti e le migliori industrie nel mondo della consulenza”.

Mifid 2, quando vedremo i primi effetti?

“Sul tema sono convinto che vedremo gli effetti in maniera molto graduale, già da inizio anno ci sono state una serie di novità, anche significative, come la rendicontazione ex ante, il tema dell’analisi dei costi-benefici o il target della product governance. Successivamente avremo sicuramente ulteriori impatti che andranno ad incidere nella trasparenza nei confronti della clientela ma saranno graduali, non credo avremo rivoluzioni con Mifid 2. Il processo è iniziato già da diversi anni e si porterà avanti ancora nei prossimi, con cambiamenti importanti”

Qual è la percezione dei clienti dei costi?

“E’ chiaro che anche questo è un processo in itinere: man mano che cresce consapevolezza e educazione finanziaria, l’approccio alla gestione complessiva da parte dei clienti porterà a cambiamenti graduali. Quello che l’industria sta facendo e deve fare in maniera sempre più importante è cercare di agire non solo sui numeri e le quantità ma anche sulla rappresentazione e sulla tipologia dei costi. Oggi abbiamo diversi tipi di costi che possono essere applicati alla clientela: al cliente sempre più da oggi  e dal futuro dovremo presentare una struttura dei costi chiara coerente con l’offerta complessiva, con il prodotto e con il livello di servizio che andiamo a offrire”.