La retro innovazione

03 Dicembre 2018 · 3 min

Cosa si intende per retro innovazione? Risponde Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italia

La retro innovazione è un modo diverso con cui possiamo definire la “digital transformation”. Con “retro innovazione”, infatti, intendiamo trasformare tramite la tecnologia dei settori tradizionali che sono stati statici per decenni – come il cibo, la moda, il turismo, la cultura – e che sono molto rilevanti per un Paese come il nostro.

Come cambia il modo di fare marketing?

L’innovazione riguarda anche il modo di fare marketing. Oggi è possibile fare leva sulle reti sociali delle persone, sul fatto che queste ultime si fidano del consiglio di altri piuttosto che della classica pubblicità passiva. Uno degli strumenti che viene utilizzato in questo caso è quello degli “influencer“, ovvero persone che hanno un profilo riconoscibile sui social media e che possono promuovere a vario titolo alcune tipologie di prodotti, dalle scarpe alle carte di credito. Un aspetto fondamentale è che non è necessario raggiungere le celebrità, ma spesso sono più efficaci (e con costi più accettabili) delle reti di piccoli influencer, che hanno poche migliaia di follower ma sono molto rilevanti per il pubblico al quale si rivolgono.

Esempi

Esempi di retro innovazione riguardano il raggiungere nuove demografie. Chi oggi utilizza gli smartphone o le app è abituato a un livello di semplicità, immediatezza, velocità, che i sistemi tradizionali non hanno. Queste tecnologie servono anche per raggiungere nuove tipologie di consumatori, nuova ricchezza che c’è in Asia e nei Paesi emergenti, e servono per cambiare il modo in cui si lavora e si può ragionare in modo più efficiente. Esistono aziende come Lanieri che prendono un settore molto tradizionale, ovvero il tessile biellese e la sartoria maschile, e lo distribuiscono in modo originale tramite il modello “omnichannel” (“omnicanale”), cioè combinando degli atelier fisici – dove è possibile prendere le misure e toccare con mano i tessuti – ma in cui l’ordine viene fatto tramite un’iPad, e una serie di sistemi web con cui è possibile configurare il proprio abito in modo personalizzato, cambiarne ogni elemento e ovviamente farlo su misura, con un livello di qualità elevato ma ovviamente a un costo molto più basso rispetto a un prodotto sartoriale tradizionale. Un altro esempio molto simile è quello di Velasca, che fa la stessa cosa per le scarpe di qualità, solo che prende la rete degli artigiani delle Marche. Anche in questo caso, si tratta infatti di un distretto storico italiano che ha vissuto gli anni della crisi e che può essere riposizionato in modo efficace a livello mondiale grazie all’innovazione. Possiamo trovare anche altri esempi dal turismo, dalla ricerca di esperienze culturali e così via, che sono molto rilevanti per la nostra economia e che possono beneficiare dell’innovazione.