Family office, le richieste dei clienti

08 Aprile 2019 · 3 min

Family office, un trend in crescita in Italia? Risponde Patrizia Misciattelli Delle Ripe, presidente di Aifo

E’ assolutamente innegabile. In questo momento i dati sono in fortissimo aumento, sia per quanto riguarda la domanda che per quanto riguarda la costruzione progressiva di modelli di offerta. Credo che le motivazioni si possano ascrivere a due fenomeni. Il primo è cronologico, ovvero il cosiddetto passaggio generazionale. C’è un innalzamento oggettivo dell’età dei senior e, di conseguenza, la necessità di stendere regole di governance e di protezione del patrimonio che – a questo punto – ha molti afferenti e quindi non è più un dato istintivo di un piccolo “noi” che deve condividere amorevolmente. Mediamente ci sono tre universi che devono andare in maniera integrata e parallela. Il primo universo molte volte è l’impresa, poi ci sono i dati di patrimonio che hanno obiettivo di conservazione, e infine ci sono i dati affettivi dell’essere un organismo familiare e quindi anche emozionalmente coinvolgente.
Il secondo elemento, invece, è un dato più tattico, ovvero una fortissima tendenza a operazioni di M&A che vedono molte imprese italiane “sell side”, ovvero dalla parte di chi vende. Questo trasforma il valore potenziale dell’azienda in un valore reale e, quindi, in una quantità liquida che pone tematiche relative a come proteggere, crescere e ritrasformare questa liquidità in un valore economicamente attivo.

Quali sono le richieste dei clienti?

Sicuramente c’è un tema di stesura delle regole e di governance, perché la gestione di un patrimonio articolato e complesso deve vedere il più possibile tutti gli attori in coinvolgimento e in rispetto di aspettative e talenti. Noi come associazione abbiamo l’unico master in Europa dedicato proprio alla figura professionale del family officer e quindi rivolto a come costruire queste risposte in termini di controllo, protezione e stesura delle regole, dando valore importante anche ai capitali intangibili, che hanno sempre più peso all’interno delle tematiche di protezione per il futuro.
L’altro tema, invece, vede la parte liquida predominante nella ricerca delle modalità più efficaci per coniugare da una parte un aspetto di protezione e dall’altra un’attesa di sovraperformance su una parte precisa del patrimonio. Si tratta, nello specifico, del patrimonio “paziente”, ovvero che non ha scadenze temporali, che può lungamente attendere nel tempo e misurare anche tematiche di impatto e di coinvolgimento, con la capacità di creare impatto sociale positivo.