Mifid2 e la remunerazione del consulente, parla Widiba

21 Febbraio 2019 · 3 min

Mifid2 sposta l’attenzione sul tema dei costi: come si muovono le reti? Risponde Nicola Viscanti, responsabile rete di Widiba

Tutta l’industria del nostro settore, dalle fabbriche prodotto alle società mandanti, deve interrogarsi su come ridurre i costi del cliente e, allo stesso tempo, aumentare il valore. Questa riduzione dei costi, però, non deve penalizzare ulteriormente la remunerazione del consulente finanziario.

Il caso Widiba

Siccome siamo nati nel 2014, sfruttando al massimo la tecnologia, siamo riusciti a efficientare i costi della struttura centrale (la parte amministrativa e i costi fissi della direzione) e, di conseguenza, a non ridurre la remunerazione dei consulenti finanziari. Siccome il nostro core business è quello del risparmio gestito, ci sarà una riduzione dei margini, visti i costi alti dei prodotti. Inoltre, come banca, ci stiamo sempre più attrezzando per allargare il perimetro dei servizi e dei prodotti. Il consulente non gestisce più semplicemente il patrimonio del cliente, ma è un consulente a tutto tondo, perché inizia a parlare di indebitamento, protezione, previdenza, impresa, passaggio generazionale e ottimizzazione fiscale. Allo stesso tempo, ritengo che la strategia vincente sia quella di adottare in maniera significativa ed efficace laISO 22 222. In altre parole, il consulente vince se lavora con questa metodologia, entrando nel ciclo di vita della famiglia e ottimizzando le risorse finanziarie.

Quali sono le prossime mosse?

Stiamo lavorando per ottenere una maggiore trasparenza in ottica Mifid2, creando un modello di consulenza che separerà in maniera netta il costo del prodotto – che sarà sempre più basso – e il costo del servizio, che è il vero valore aggiunto cui il cliente sarà disposto a pagare.