La digital transformation nel risparmio gestito: l’impatto sui costi

10 Dicembre 2018 · 3 min

In tempo di mercati difficili e margini bassi, qual è il ruolo della digital transformation nell’industria del risparmio gestito? Risponde Nicola Meotti, director financial institution di Alliance Bernstein

La digital transformation nell’industria del risparmio gestito sta assumendo un ruolo sempre più importante. La liquidità diventa sempre più rarefatta, i margini si restringono e, soprattutto, il mercato dei broker-dealer – che è quello che dà liquidità al mercato – diventa sempre più sottile. In questo contesto c’è una specie di tempesta perfetta alla quale noi gestori cerchiamo di controbattere con la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale. Ad Alliance Bernstein, gestore mondiale con oltre 250 miliardi gestiti nel reddito fisso, abbiamo implementato un modello di intelligenza artificiale che ci consente di raggruppare milioni di informazioni ogni giorno, di predire l’andamento delle liquidità e di essere più efficienti nell’esecuzione degli ordini. Un ordine che richiedeva una volta due o tre giorni per l’esecuzione, oggi richiede 30-40 minuti. Questo si traduce per i nostri clienti in un notevole vantaggio nella velocità dell’esecuzione e nel prezzo al quale le migliori idee di investimento vengono effettivamente eseguite.

Qual è la portata dell’impatto della digitalizzazione sui costi di una società?

Ad Alliance Bernstein abbiamo speso una notevole quantità di denaro nello sviluppo di questi tools di intelligenza artificiale. In pratica abbiamo sviluppato tre tools: un tools che ci consente di raggruppare le migliori idee di investimento e quelle che permettono di generare alpha per i clienti, un tools di comunicazione e un tools di raggruppamento delle informazioni. Questi tre tools di intelligenza artificiale sicuramente rappresentano dei grossi costi ma, prospetticamente, consentiranno anche di risparmiare notevoli risorse che sono richieste per l’esecuzione degli investimenti stessi. Noi riteniamo che siano soldi ben spesi, non soltanto per la società ma soprattutto per i nostri clienti.

Un esempio

Nel febbraio 2017, il nostro tool di intelligenza artificiale alpha ha segnalato una discrasia di prezzo tra due banche di credito brasiliano e questo disallineamento ha dato luogo poi a un ordine, ovviamente autorizzato dai nostri portfolio manager, che ha permesso di portare un vantaggio di prezzo del 4-5% rispetto a un esecuzione puramente manuale.

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro dell’AI?

Per quanto ci riguarda, l’evoluzione futura dell’intelligenza artificiale vede sempre una collaborazione tra uomo e macchina, tant’è che il coinvolgimento dell’uomo sarà sempre necessario. Quella che vediamo oggi è l’importanza dell’accumularsi dei dati. Noi raccogliamo giornalmente tre milioni e mezzo di dati che vanno ad arricchire il database e che servono quindi a dare più spessore al tipo di decisioni che prendiamo.