Previdenza e millennials, due mondi da avvicinare

24 Luglio 2019 · 3 min

I millennials sono più consapevoli della generazione precedente in termini di previdenza complementare. Nadia Vavassori, head of Bu Pension Saving Funds di Amundi Sgr, spiega da dove partire e quali sono i fattori di cui tenere presente

Previdenza complementare e millennials: da dove partire?

“La previdenza complementare in Italia ormai è entrata nella mente e nel quotidiano di tutta la popolazione. I millennials sono più consapevoli della generazione precedente, che viveva ancora del ricordo di una previdenza obbligatoria di primo pilastro che consentiva un tenore di vita adeguato rispetto alla fase di attività lavorativa. I millennials che, invece, hanno dei genitori che arrancano sotto il profilo della previdenza obbligatoria e, quindi, percepiscono la necessità che per loro sia un bisogno l’integrazione, sono molto più consapevoli e più attenti. Ma cosa fare per istruirli o per costruire la previdenza? E’ una cosa che deve essere accompagnata anche dalle istituzioni finanziarie e dal Paese in assoluto”.

Quali sono i fattori di cui tenere presente?

“Sicuramente i fattori principali in una scelta consapevole e volontaria – come in Italia – dell’attivazione e della costruzione di un piano di previdenza complementare, sono legati alla tipologia di attività lavorativa a cui si appartiene e alla scelta di un prodotto con costi in linea con l’offerta di mercato e trasversali rispetto a tutte le tipologie di attività lavorativa. Infine, c’è un tema di performance: bisogna scegliere quello che si ritiene – in un’ottica di lungo periodo – un asset manager e un gestore con dei risultati e un track record importante”.

Potrebbe o dovrebbe diventare obbligatoria?

“In molti paesi della comunità europea dove il bisogno e la consapevolezza sono nati molti anni fa, è stato istituito un sistema di previdenza complementare obbligatoria. In altri no. I risultati sono molto simili, quindi è difficile dire se debba essere obbligatoria o lasciata libera. Sicuramente deve essere libera la scelta di quale prodotto utilizzare purché sia un prodotto con finalità previdenziali di lungo periodo e di accumulo. In Italia l’obbligatorietà è un po’ complicata da realizzare, perché il carico contributivo che tutti i lavoratori e le aziende soffrono per la previdenza di primo pilastro è molto elevato. Quindi, aggiungere un contributo per la previdenza complementare obbligatorio è una posizione un po’ forte”.