Private debt, i vantaggi per le imprese nonostante un credito più costoso

12 Novembre 2019 · 3 min

Coloro che investono in un fondo territoriale non guardano solo al profilo di rischio/rendimento, ma agli interessi del territorio e allo sviluppo delle imprese. Intervista a Mauro Sbroggiò, amministratore delegato di Finint Investments Sgr, che spiega le differenze di approccio tra un fondo generalista e uno territoriale.

Quale differenza di approccio tra un fondo generalista e un fondo territoriale?

“La differenza di approccio è fondamentale. La tipologia di investitori di un fondo territoriale non guarda solo al mero profilo di rischio/rendimento ma agli interessi del territorio, allo sviluppo delle imprese e alla possibilità di dare un incremento allo sviluppo dei fatturati. Altro elemento interessante è la collaborazione con Confindustria locale, che è molto utile tanto sul fronte dell’origination quanto sul fronte dell’attivazione dei meccanismi attraverso i quali i singoli emittenti si mettono a disposizione per creare delle garanzie di collateralizzazione a favore di altri emittenti. In altre parole, si tratta di un sistema che consente un credit enhancement, vale a dire una garanzia ulteriore rispetto alle capacità del rimborso del singolo emittente che ha come esito un costo dell’emissione (un costo in termini di interessi) più basso per ogni singolo emittente-imprenditore”.

Quali sono i vantaggi del mercato private debt?

“In un regime di tassi così bassi, dal punto di vista dell’investitore si sta creando un’asset class che dà dei rendimenti assolutamente dignitosi e competitivi rispetto alle altre asset class relativamente sicure, con dei target di rendimento intorno al 3-4%. Dal punto di vista dell’impresa emittente, è evidente che il costo del credito dell’alternative lending è un po’ più alto rispetto al credito bancario. Tuttavia, il fatto di avere in casa un finanziatore alternativo, ti dà più forza nei confronti del sistema bancario e ti rende più appetibile per tutti gli altri investitori, perché modifica la struttura del lato passivo dello stato patrimoniale. Noi siamo investitori di lungo periodo. Il minibond è normalmente un prodotto che ha una vita da 5-7 anni, dà più respiro alla finanza d’impresa, e diventa più appetibile per il mondo bancario. Dall’altro lato, l’alternative lender è il primo soggetto che normalmente entra in un’impresa per educare gli imprenditori a un mercato di capitali diverso e, quindi, a presentarsi meglio sul mercato e a fare quel primo passo verso altri più importanti, come il fondo di private equity o la quotazione in futuro”.