Strategie difensive: il tema delle infrastrutture quotate

12 Aprile 2019 · 3 min

Fase di fine ciclo: quali sono i rischi? Risponde Matteo Lenardon, deputy country head Italia di Legg Mason

Il graduale rientro delle politiche monetarie espansive e le preoccupazioni legate al rallentamento dell’economia globale possono instillare preoccupazioni e dubbi sulla sostenibilità dell’azionario nel prossimo futuro. Inoltre, la guerra commerciale tra Stati Uniti e resto del mondo, in primis Cina, e il venir meno degli effetti positivi del taglio fiscale negli Stati Uniti sono davanti a tutti. Noi cercheremo di affrontarli.

Come adottare la strategia difensiva?

Rispetto al dilemma tra puntare sulla crescita con i settori ciclici oppure puntare sull’arrivo della recessione e quindi rifugiarsi sui settori anticiclici, crediamo sia molto interessante un approccio che guarda ai temi secolari di crescita ma, all’interno di questi, andare a puntare sul tema delle infrastrutture quotate che hanno caratteristiche difensive intrinseche.

Che tipo di approccio bisogna avere sul settore delle infrastrutture quotate?

I principali indici di infrastrutture quotate tendono ad avere una performance più difensiva rispetto all’azionario globale, ma questo può non bastare. Il nostro affiliato specializzato Rare Infrastructure, che fa esclusivamente infrastrutture quotate, ha individuato un modello proprietario che punta a selezionare aziende che soddisfano cinque criteri fondamentali:

1. La prevedibilità dei flussi di cassa

2. La capacità di generare redditività protetta dall’inflazione

3. Flussi di ricavi sostenibili e sostenuti nel lungo periodo

4. Quotazioni poco volatili

5. Barriere all’ingresso nel mercato di riferimento

Tutto questo accompagnato da una forte selezione e un obiettivo a generare un rendimento lordo tra il 3 e il 5%, fa di Rare Infrastructure un’ottima opportunità di investimento in un mercato che abbiamo definito volatile a fine ciclo.