Inescapable truths, le conseguenze per gli investitori

17 Gennaio 2019 · 3 min

Cosa sono le “inescapable truths”? Risponde Luca Tenani, amministratore delegato di Schroders Italy Sim

Le “inescapable truths” sono quelle verità che possono aiutarci a formulare delle previsioni con un buon livello di confidenza. In altre parole, ci aiutano a individuare le opportunità e le minacce a cui gli scenari ci metteranno di fronte. E’ un dato di fatto che il panorama economico e finanziario a cui gli investitori dovranno abituarsi da qui in avanti è molto diverso rispetto a quello a cui si sono abituati nel corso dell’ultima decade.

Più nel dettaglio, quali forze influenzeranno il mondo finanziario nei prossimi anni?

In Schroders abbiamo individuato quattro forze. La prima è riconducibile alla forza lavoro. Non c’è dubbio che la popolazione mondiale sta invecchiando e questo aspetto demografico ha un forte impatto sulla crescita della forza lavoro, che è destinata a ridursi, com’è destinata a ridursi la crescita della capacità produttiva sopratutto nelle economie dei Paesi più sviluppati.
Il secondo fattore che abbiamo individuato è riconducibile sempre all’aspetto demografico. Se sul lato dell’offerta la crescita della forza lavoro diminuirà, anche sul lato della domanda la richiesta di consumi durevoli diminuirà. I due fattori dell’equazione porteranno quindi a una ridotta capacità di crescita economica.
Il terzo fattore che abbiamo individuato è legato, invece, all’inflazione. Noi ci aspettiamo una ridotta pressione inflazionistica, non solo come conseguenza delle ragioni sopracitate, ma anche come conseguenza dell’intervento di altri fattori che agiscono con una forza deflattiva. Mi riferisco in particolar modo al maggior utilizzo della tecnologia che le aziende andranno sempre di più a fare, ma anche a una maggiore concorrenza internazionale che spingerà forti pressioni sia sui salari che sui prezzi dei beni finali.
Il quarto e ultimo fattore è riconducibile ai tassi di interesse reali. A nostro avviso, questi saranno sicuramente più alti rispetto ai livelli attuali, ma più bassi rispetto ai livelli pre-crisi.

Quali saranno le conseguenze per gli investitori?

I mercati finanziari saranno sempre più guidati dalle capacità delle singole aziende di produrre utili e di distribuire cedole e dividendi sempre più sostenibili ai propri azionisti. La nostra analisi quindi suggerisce non solo che ci sarà una maggiore volatilità sui mercati finanziari, ma assisteremo anche a una maggiore dispersione di rendimenti fra le diverse asset class e da mercato a mercato. Se poi guardiamo agli indici di borsa nella loro interezza, è ragionevole aspettarsi che i loro rendimenti saranno più bassi rispetto a quelli a cui ci siamo abituati nel corso dell’ultima decade. In conclusione, in un panorama che si presenta certamente più sfidante per gli investitori, la possibilità di avere l’asset allocation e fonti di ritorno più diversificate e anche non tradizionali, il poter contare sulla gestione del rischio, ma soprattutto su una gestione attiva, sono i fattori fondamentali per soddisfare gli obiettivi degli investitori.