Hsbc: Le sfide di Mifid II per un Asset Manager globale
Roberto Citarella

12 Maggio 2018

LaMifid IIporta nuove sfide per gli operatori del settore. Con l’introduzione di MiFID II, cosa cambia e cosa rappresentano queste novità per un Asset Manager globale comeHSBC? L’intervista aRoberto CitarellaManaging Director HSBC Global Asset Management Italy.

MiFID II: cosa cambia e come vi siete preparati?

Per noi MiFID II due è partita due anni prima dell’arrivo effettivo della normativa. È statoun tavolo di lavoro globale, durante il quale abbiamo cercato di prevedere le richieste dei nostri distributori e clienti. Questo ci ha permesso di arrivare preparati, di anticipare le richieste dei nostri clienti. Abbiamo portato questo studio ai nostri distributori cercando di evidenziare un modello di business vincente, anche grazie al modello anglosassone dell’RDR, che presenta un meccanismo decisamente più chiuso di quello di MiFID II per il mercato continentale europeo.

Come state affrontando il tema dei costi?

HSBC è molto sensibile al tema dei costi. Innanzitutto,abbiamo completamente assorbito i costi di ricerca. Inoltre, abbiamo reso sia i costi amministrativi, sia costi di gestione inferiori rispetto a quelli della classe istituzionale precedente. Dunque, abbiamo guardato alla MiFID II come occasione di riduzione del costo per il cliente finale.

Con MiFID II cosa cambia nell’approccio al cliente?

I tre attori in gioco,fabbrica-prodotto,distributoriecliente finaledevono comunicare maggiormente. È necessario aumentare il coinvolgimento nello scambio delle informazioni, in modo da permettere alla fabbrica-prodotto di disegnare un prodotto più consono alle esigenze del cliente finale. Serve, inoltre, una maggior partecipazione del distributore, per permette di disegnare questo “abito su misura” e distribuirlo in modo sereno. Riteniamo che sia questo il vero cambiamento portato dalla MiFID II.