Brexit, Dublino è la nuova Londra

30 Settembre 2019 · 3 min

Dublino, Lussemburgo e Francoforte: sono queste le destinazioni principali delle grosse istituzioni finanziarie londinesi, pronte ad andare via dal Regno Unito. Intervista a Guido Celona, Italy Fso market leader di Ey, che spiega quali ripercussioni dobbiamo aspettarci sul business europeo

Quali ripercussioni dobbiamo aspettarci per l’industria del Wealth Management?

“Sulla base delle nostre informazioni, circa 2/3 delle grosse istituzioni finanziarie londinesi – banche d’investimento, banche internazionali e operatori di asset manager e di assicurazioni – sono pronti ad andare via da Londra. Questo significa settemila posti di lavoro che si perderanno dal Regno Unito. Le destinazioni sono principalmente Dublino, per ovvie ragioni di affinità linguistiche e di norme regolamentari, ma un bel numero di operatori di asset manager si sta rivolgendo al Lussemburgo, mentre altre banche d’investimento preferiscono Francoforte. Di conseguenza, questi sono i tre poli finanziari che ne avranno beneficio, purtroppo l’Italia no. Certamente ci saranno degli impatti sul business, perché continuare a operare con istituzioni che un domani saranno fuori dall’Unione Europea costerà di più sotto molti aspetti, prevalentemente regolamentari”.

Quali ripercussioni sul business europeo?

“Il Regno Unito deve trovare un altro ruolo e un’altra configurazione nel mondo economico attuale. Certamente continuerà a essere un polo d’interesse per gli investimenti, soprattutto immobiliari, perché sappiamo bene che Londra è un mercato immobiliare che attrae capitali da tutto il mondo. Tuttavia, per quanto riguarda l’asset management, mi aspetto che ci saranno delle ripercussioni, e questo avrà presumibilmente un impatto sui rendimenti dei prodotti di asset management. Nell’immediato, dunque, molto probabilmente non ci saranno benefici ma effetti negativi”.