Green bond, direzione: investimenti responsabili

27 Febbraio 2019 · 3 min

Green bond: cosa sono? Come si selezionano? In questo 3 minute Mba abbiamo chiesto a Simona Merzagora, managing director di NNIP ce ne parla.

I green bond sono obbligazioni i cui proventi vengono utilizzati per finanziare progetti che hanno un impatto ambientale positivo e misurabile. E’ un mercato costituito principalmente da obbligazioni governative, tuttavia nel ultimi anni il mercato dei green bond emessi da aziende sta aumentando notevolmente, proprio perchè c’è molta più attenzione da parte del regolatore e perchè le aziende stanno avendo sempre più consapevolezza dei rischi climatici a cui vanno incontro. Soprattutto c’è molto interesse da parte degli investitori istituzionali.

Come si selezionano?

Poiché non esiste una normativa internazionale che possa definire quali progetti possano essere finanziati con i green bond, è molto importante valutare innanzitutto la qualità del progetto che viene finanziato. Ma anche a nostro avviso la politica Erg dell’emittente stesso, per evitare un’effetto Green Washing. Quindi l’elemento di dialogo con l’emittente è estremamente importante, come pure il monitoraggio di come i finanziamenti vengono utilizzati all’interno del progetto.

Quali vantaggi per gli investitori?

Per gli investitori i green bonds sono strumenti estremamente interessanti, perchè da una parte hanno un profilo di rendimento molto simile a quello delle obbligazioni tradizionali, in più hanno un impatto ambientale rilevante. Poi questi bond vengono emessi da società estremamente innovative e lungimiranti e che hanno grande attenzione agli aspetti non finanziari della propria attività. Questo quindi rende i green bond interessanti nel medio – lungo periodo proprio per un profilo di rischio rendimento. Ultimo punto, sono la forma più liquida per fare impact investing, infatti il mercato dei green bond è diventato superiore a quello europeo degli High Yields.

Diffusione in Italia e all’estero

A livello globale parliamo di un mercato pari a circa 340 miliardi di euro costituito principalmente da emissioni europee. La parte europea costituisce infatti circa il 43%. Tra l’altro si tratta delle emissioni più trasparenti e che danno maggiori garanzie rispetto alle americane o dei mercati emergenti. L’Italia rappresenta circa il 4% del benchmark e le emissioni che vi troviamo sono sia governative quindi Ferrovie dello Stato, utilities come Enel o banche come Intesa.