Goal investing, puntare dritto all'obiettivo

09 Novembre 2018 · 4 min

Cosa si intende per il goal investing? Ne parliamo con Giordano Martinelli, vice presidente AcomeA Sgr.

“Prima di definire il goal investing è utile fare una premessa: l’approccio agli investimenti delle persone generalmente parte da un un presupposto sbagliato. La gente solitamente si chiede dove andrà il mercato, quali saranno i rendimenti che potrà avere e cose di questo genere, che non hanno niente a che vedere con l’utilità. Io invece devo pormi le domande giuste, capire chi sono io, capire che tipo di investimento. Devo stabilire l’obiettivo e una volta fatto questo sarò anche in grado di utilizzare gli strumenti corretti. Dobbiamo capire che l’investimento è lo strumento e l’obiettivo è il nostro goal. Il goal investing ti consente di concentrarti sul tuo obiettivo, la cosa che tu vuoi ottenere. I mercati, il momento in cui investire, sono tutti strumenti che devono essere finalizzati all’obiettivo. Se scelgo l’obiettivo, il goal, è più facile che vada a trovare gli strumenti corretti che mi servono a raggiungere quell’obiettivo”.

Quali sono i vantaggi?

“Creare una linearità tra le aspettative e la realizzazione sul mercato. Se io decido di mettere via i soldi per la pensione, mi creerò delle aspettative corrette rispetto all’orizzonte temporale e di conseguenza il tipo di lavoro che andrò a fare negli anni successivi sarà più guidato. Se uno segue l’obiettivo più difficilmente si fa influenzare dall’andamento del mercato. Se metto via 10 mila euro e nel frattempo i mercati sono saliti io sarò più vicino al mio obiettivo e tendenzialmente potrò investire un po’ di meno. Sto diluendo il mio investimento sulla salita di mercato: il mercato è più caro e compro un po’ di meno. Se invece i mercati scendono mentre sto investendo, io mi allontano dal mio obiettivo. In questo modo devo investire un po’ di più e sto comprando quei mercati che sono più a buon mercato. Normalmente le persone quando i mercati salgono sono invogliati a investire e quando scendono sono invogliati a vendere, facendo esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere fatto. Se guardo l’obiettivo automaticamente faccio la cosa giusta. Approccio banale ma utile da un punto di vista emotivo per il cliente che guarda il mercato, si spaventa e fa la cosa sbagliata”.

Un esempio pratico

“Immaginiamo di avere una figlia appena nata e vogliamo mettere via i soldi per mandarla all’università. A questo punto abbiamo stabilito l’obiettivo che è l’università; abbiamo anche stabilito il tempo perchè si tratta di un arco temporale di circa 18-19 anni. Il livello di rischio che possiamo sopportare con un orizzonte temporale così lungo è abbastanza elevato, possiamo pensare quindi di fare un’investimento anche azionario che probabilmente ci darà un rendimento molto buono anche nei 18 anni. L’unica cosa che va considerata è che man mano che ci avvicineremo all’obiettivo quindi all’utilizzo dei soldi, andremo progressivamente a ridurre il livello di rischio del nostro investimento“.