Saudi Aramco, dopo la quotazione non basterà la gestione passiva

04 Dicembre 2019 · 3 min

Quella di Saudi Aramco potrebbe essere la più grande Ipo della storia, ma la strada per arrivare al debutto in Borsa non è stata priva di intoppi. La portata della quotazione è stata ridimensionata alla Borsa di Tadawul, comportando un calo della valutazione della compagnia petrolifera. Come devono muoversi gli investitori che vogliono investire nella società? La gestione passiva è una strada percorribile, ma potrebbe non essere quella giusta. Secondo Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki, è preferibile propendere per la gestione attiva.

Ipo di Saudi Aramco, quali effetti sul mercato azionario e sul settore della materie prime?

“L’Arabia Saudita rientra nel macrogruppo dei Middle East and North Africa countries. Il peso che avrà questa Ipo sarà importante per tutti i paesi del Golfo e per la loro presenza all’interno di macroindici dei paesi emergenti, come l’Msci emerging markets o il Ftse emerging markets. Il primo risultato è quello di dare maggiore visibilità a questi paesi. Negli ultimi mesi vediamo dei grandi flussi, e molto dipende dalla volontà degli investitori di diversificare i propri portafogli. Questo perché l’andamento dei mercati di questi paesi è molto decorrelato rispetto a quello dei mercati azionari occidentali. L’effetto sulle materie prime sarà meno evidente subito, ma l’Arabia Saudita ha capito che deve diversificare le fonti di crescita del proprio Pil. Di conseguenza, questa Ipo va nella direzione di diversificare e non essere più troppo vincolati dall’andamento del petrolio per i propri paesi”.

La portata della quotazione è stata ridimensionata. Quanto influirà sul risultato dell’operazione?

“Partivamo da una valutazione della società intorno ai due trilioni di dollari. Adesso ragioniamo su 1,5-1,7 trilioni, ma si tratta comunque di una cifra immensa. Se guardiamo alla quotazione, anche solo mettendo sul mercato l’1,5% del capitale, probabilmente sarà la più grande Ipo della storia. I flussi che stanno arrivando, arrivano proprio per il dividend yield atteso, quindi per le aspettative di profittabilità dell’azienda. Si parla di 4,5-4,7% di dividend yield. Questo potrebbe comportare una rotazione per gli investitori che hanno già in portafoglio dei titoli petroliferi: in altre parole vendere o alleggerire le proprie posizioni su titoli petroliferi a favore di Saudi Aramco“.

Gestione attiva o passiva, quale strada privilegiare dopo la quotazione?

“Ci sono delle differenze tra la gestione passiva e la gestione attiva. In questo caso la gestione passiva andrebbe a replicare degli indici macro, l’Msci emerging markets o il Ftse emerging markets, però queste aree geografiche hanno delle differenze molto importanti rispetto ai paesi occidentali, quindi bisogna conoscere come si muove l’economia e come si muovono le aziende. Pertanto suggerisco un gestore attivo, che abbia un know-how specifico su queste aree e che riesca a diversificare il portafoglio non concentrandosi solamente sulla parte delle materie prime, del petrolio, degli idrocarburi, ma anche andando a diversificare con altri settori come l’hotellerie o il banking and finance, sempre di questi paesi”.