Mercati emergenti, il caso della Cina

20 Febbraio 2019 · 2 min

Qual è la situazione dei mercati in Cina? Risponde Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki

In Cina il 2019 è iniziato positivamente per i mercati finanziari. Siamo intorno al +6% considerando l’indice di Shanghai, ma il 2018 è stato molto complicato, con perdite intorno al 20%. La cosa più complicata per i mercati cinesi sono state principalmente le diatribe con gli Stati Uniti sui dazi. La Cina è conosciuta come un replicatore dei prodotti occidentali a prezzi più bassi, e l’America vuole fermare questa tipologia di “invasione” di prodotti cinesi sia negli Stati Uniti che, indirettamente, nel resto del mondo. Tuttavia, la Cina sta assistendo a un cambiamento epocale: non è più un mero replicatore, ma porta del valore aggiunto ai prodotti e servizi che produce. La tecnologia del 5g, ad esempio, è un’evoluzione importante, perché non è stata copiata una tecnologia dei Paesi avanzati, ma è stata sviluppata internamente. Tutto questo rientra negli obiettivi che la Cina si è prefissata entro il 2025.

Su quali asset class dovrebbero puntare gli investitori?

Il mercato azionario è stato molto negativo nel 2018 e ora i prezzi di borsa sono incoraggianti e abbastanza bassi. Tuttavia, un investitore deve cercare di limitare quanto più possibile la volatilità. Quindi, in prima battuta, suggerisco di andare a prendere delle strategie long short in modo tale che l’esposizione netta per l’investitore sia più limitata e, di conseguenza, anche la volatilità di portafoglio. Per quanto riguarda invece i settori, privilegiamo sicuramente quello dei consumi (perché la Cina è diventata un Paese consumatore anche di prodotti interni) e tutto ciò che è legato alla tecnologia, dall’e-commerce allo sviluppo del cloud computing.