Amiral Gestion, la ricerca del rendimento in questo contesto di tassi bassi

26 Novembre 2019 · 4 min

Bond non rated e convertible bond: sono solo alcuni dei segmenti più interessanti da monitorare in un contesto di mercato caratterizzato da tassi bassi. A dichiararlo è Francisco Rodriguez D’Achille, head of institutional sales di Amiral Gestion, che spiega dove cercare i rendimenti e quali rischi tenere sotto controllo.

Tassi bassi, dove aspettare i rendimenti?

“In questo contesto di mercato, dove sull’obbligazionario ci sono moltissimi rischi da monitorare, è importante essere flessibili e globali. Noi stiamo cercando valore su nicchie o segmenti di mercati molto inefficienti, dove altri investitori istituzionali di grossa misura non possono o non vogliono arrivare per limitazioni di compliance e di rischi. Stiamo facendo un vero e proprio bond picking, quindi valutazioni bond per bond per applicare un’analisi fondamentale anche sull’obbligazionario”.

Quali sono i rischi da monitorare?

“Abbiamo individuato due rischi principali. Innanzitutto una duration lunga, quindi un’esposizione importante al movimento dei tassi. Sei mesi fa abbiamo visto che è molto difficile leggere la curva dei tassi perché la Fed è tornata ad appoggiare i mercati quando in molti pensavamo che questa fase fosse almeno temporaneamente conclusa. Oggi è importante avere una duration bassa, che ti permetta di essere veloce nella movimentazione di portafoglio. In secondo luogo c’è il binomio performance-rischio. Stiamo vedendo molte emittenti che salgono al mercato con degli strumenti interessanti a livello di performance, ma bisogna monitorarne molto bene il rischio di credito. Crediamo che questo binomio non abbia valore nel 90% dei casi che valutiamo. Di conseguenza, anche in questo caso parliamo di bond picking e, quindi, della selezione di bond a livello fondamentale”.

Bond, quali sono le opportunità più interessanti?

“Stiamo individuando un paio di segmenti interessanti. Innanzitutto i bond non rated, che non hanno un rating dato dai principali classificatori di rischio. Questo fa sì che questo segmento sia più inefficiente e si creino delle opportunità. Un altro è quello dei convertible bonds: quelli che hanno perso la convertibilità nell’azione, scendono di prezzo e permettono di avere un gap di yield molto più interessante. Infine, le prime emissioni di società che conosciamo molto bene e che abbiamo per la parte dell’equity. In questo caso, si tratta di società che a livello fondamentale conosciamo e che sappiamo abbiano una struttura di debito e di capitale molto sana”.