2019, come gestire gli investimenti obbligazionari

31 Gennaio 2019 · 3 min

Come si è concluso il 2018 per il comparto obbligazionario? Risponde Francisco Rodríguez D’Achille, head of institutional business development di Amiral Gestion

Il 2018 è stato un anno positivo per il comparto obbligazionario, perché abbiamo raggiunto performance positive all’interno di un contesto molto complesso dei bond, attraverso un approccio globale e flessibile. Credo che sia una strategia vincente il fatto di ampliare il proprio universo di investimento quando le condizioni sul mercato dei bond sono queste. In altre parole, si tratta di una strategia in cui si cercano nicchie di mercato, ovvero bond meno seguiti. “Bond meno seguiti” vuol dire “inefficienze”, e “inefficienze” vuol dire che puoi trovare valore laddove gli altri non guardano e non possono arrivare.

Cosa succederà nel 2019?

Nel 2019 ci aspettiamo un anno ancora complesso, perché si ridurranno i livelli di liquidità a livello globale se la Banca centrale europea continuerà a far diminuire la massa monetaria. I tassi di interesse, in teoria, saliranno o almeno si manterranno stabili. Questo è un fenomeno che giocherà contro ad alcuni settori dei bond. Di conseguenza, credo che sia molto importante avere una duration molto bassa sull’esposizione all’obbligazionario e una flessibilità in ambito globale e di tipologia di emittente e di emissioni.

Quale strategia è bene adottare?

Credo che per stabilire la propria strategia a livello personale, bisogna prima conoscerci come investitori. Infatti, è importante valutare il nostro orizzonte temporale di investimento e la nostra capacità di assumere un particolare rischio a una particolare tipologia di attivo. Se adottiamo un orizzonte temporale di lungo termine, credo che l’azionario sia sempre uno strumento che paga con un orizzonte temporale di 5-7-10 anni almeno. Se il nostro orizzonte temporale, invece, è decisamente inferiore, bisogna avere un’esposizione più sull’obbligazionario o su un prodotto di asset allocation che ci dia anche un’esposizione sull’equity controllata. E’ importante che questa combinazione fra orizzonte e capacità di assumere una volatilità sui mercati, venga presa in considerazione per un’investitore finale.