Mercato obbligazionario, il potenziale degli high yield

19 Giugno 2019 · 3 min

Politiche delle Banche Centrali, crescita e inflazione: sono questi i principali fattori da monitorare sul mercato obbligazionario. Davide Andaloro, market strategist di Goldman Sachs AM, spiega qual è il potenziale degli high yield in questo contesto

Mercato obbligazionario, quali fattori monitorare?

I fattori più importanti da monitorare sono le politiche delle Banche Centrali e i dati macroeconomici, come crescita e inflazione. L’inflazione sta decelerando in maniera non preoccupante e la crescita economica salirà nella seconda parte dell’anno. Di conseguenza, questi fattori potranno provocare degli spostamenti interessanti nei mercati obbligazionari, come abbiamo già visto nella prima parte dell’anno.

Obbligazioni solo per la diversificazione o vero strumento di rendimento?

La parola “solo” è riduttiva perché costruire portafogli efficienti in termini di diversificazione è l’obiettivo finale di tutti gli investitori. Il mondo obbligazionario è molto vasto. Più ci si allontana dagli attivi definiti “sicuri”, più siamo correlati con l’azionario e meno il portafoglio è diversificato. Dall’altra parte, più abbiamo un governativo a breve termine, più si diversifica meglio rispetto all’azionario. Ovviamente, nel lungo periodo alcuni titoli in particolare servono a produrre diversificazione e a generare rendimenti aggiuntivi.

Obbligazionario high yield: un segmento su cui puntare?

Il comparto high yield è un segmento da tenere in considerazione, soprattutto oggi che le politiche monetarie di Bce e Fed sono più accomodanti rispetto a prima. Inoltre, siamo a fine ciclo, un ciclo economico molto lungo, ma se guardiamo anche il mondo delle imprese, i fondamentali rimangono abbastanza solidi. A livello di default, siamo ai livelli molto più bassi della media storica, non solo in America ma anche in Europa. Inoltre, le capacità delle imprese di ripagare il debito rimane molto solido. In definitiva, a nostro avviso, è un segmento da tenere in considerazione, anche alla luce del fatto che i rendimenti obbligazionari governativi sono molto bassi e addirittura “negativi” se li aggiustiamo per l’inflazione.