Certificazione: opzione o must? Risponde Assoreti

27 Giugno 2018 · 3 min

Come devono porsi le reti di consulenza nei confronti della certificazione? La view di Assoreti nell’intervista al segretario generale, Marco Tofanelli.

Perché è importante la certificazione per un consulente?

L’evoluzione legislativa e regolamentare degli ultimi anni sposta sempre di più l’accento sulla prestazione del servizio di consulenza e sulla tutela dell’investitore. In questo senso, è importantissimo che la formazione degli operatori sia un aspetto fondamentale nella relazione con il cliente. È un dovere a cui consulenti e intermediari devono assolvere con attenzione. Formarsi significa conoscere, poter informare e educare il cliente. Nell’ottica di una maggior crescita della formazione culturale del soggetto, la certificazione implica qualcosa che va oltre la mera formazione di base e assume un valore sempre più importante. Potrebbe essere definita un must volontario, molto rilevante ai fini della crescita del sistema.

Come devono porsi le reti di consulenza nei confronti della certificazione?

Le reti privilegiano da sempre la relazione con il cliente, volta a individuare il miglior investimento del cliente stesso, cioè i suoi obiettivi di investimento, la sua propensione al rischio, la sua tolleranza alle perdite. Sono tutti aspetti che fanno parte di una relazione che presuppone grande capacità di formazione. Questo è ben chiaro nel mondo delle reti. Ci sono molte academy e la stessa associazione di categoria certifica ogni anno più di 12.000 persone per la formazione obbligatoria e 2000 per quella EFA. Da questo punto di vista, anche alla luce di MiFID II e dei nuovi regolamenti intermediari della CONSOB, ci si deve aspettare una nuova attenzione e un maggior sviluppo di questa attività volta a privilegiare l’aspetto educativo.