Big data: la nuova frontiera degli investimenti
Riccardo Cervellin

02 Maggio 2018 · 3 min

Attraverso l’analisi dei Big Data e l’utilizzo di algoritmi, gli investimenti sistematici possono eliminare alcuni bias cognitivi cui è soggetto l’investitore. Ne abbiamo parlato con Riccardo Cervellin, Amministratore Delegato di GAM Italia SGR.

Cosa si intende per investimenti sistematici e come vengono usati i Big Data?

Per investimenti sistematici si intende quella tipologia di investimenti in cui, al gestore tradizionale, si sostituiscono degli algoritmi. Questi algoritmi garantiscono una riproducibilità delle regole che vengono implementate e garantiscono maggior trasparenza per l’investitore. Le regole implementate da un algoritmo possono, infatti, essere testate e verificate con l’andamento dei mercati. Questo non significa che sia la macchina a decidere, perché le regole sono definite da umani. Si tratta di scienziati che analizzano i Big Data. A partire da questi, individuano trend e deducono modelli di investimento.

Come gli investimenti sistematici possono eliminare alcuni bias cognitivi cui è soggetto l’investitore?

Gli investimenti sistematici possono eliminare tutti i bias cognitivi cui è soggetto l’investitore, proprio perché si basano su regole. Non può capitare che il gestore, sulla base di un’intuizione, possa cambiare la strategia di investimento. Ci sono degli studi recenti che indicano che non solo i bias cognitivi, ma anche gli aspetti emozionali che riguardano la vita privata del gestore, possano avere effetti perturbanti sulle performance.

Twitter e Big Data: cosa è emerso dallo studio condotto da Ca’ Foscari e GAM?

Ca’ Foscari e GAM hanno condotto uno studio per rintracciare la parola “uncertainty” nei Tweet del 2016, con l’obiettivo di trovare un indice sull’incertezza. Inaspettatamente, hanno scoperto un indice con il quale prevedere con uno o due giorni d’anticipo il cambiamento di segno dei mercanti. Questo dimostra come i Big Data siano il nuovo “petrolio” della conoscenza e come, con gli studi dei ricercatori, sia possibile prevedere, con una certa affidabilità, l’andamento dei mercati.