Successioni, come gestire i beni detenuti all'estero

08 Febbraio 2019 · 3 min

Come gestire la successione dei beni detenuti all’estero per chi è residente in Italia? Risponde Angelo Busani, notaio dello Studio Notarile Busani

In caso di decesso, il primo problema da affrontare è quello di capire qual è la legge applicabile dal punto di vista civilistico, ovvero la legge che regola la devoluzione ereditaria. Ad esempio, chi eredita se manca un testamento? A livello europeo c’è un regolamento che equipara le legislazioni di tutti gli Stati membri, dal quale si evince che la legge applicabile alla successione è la legge di residenza del defunto. In altre parole, a un residente in Italia si applica la legge italiana, qualunque sia il luogo ove è posto il suo patrimonio.

Qual è il trattamento previsto dal punto di vista fiscale?

Dal punto di vista fiscale, il Testo Unico dell’imposta di successione (Decreto legislativo 31 ottobre 1990 n. 346) determina che a un residente italiano si applica la legge fiscale italiana, ovunque siano i suoi beni. Quindi, quando si calcola l’imposta italiana, bisogna tenere conto anche del valore dei beni che sono posizionati all’estero – immobili, denaro, strumenti finanziari, beni immobili, quote di società. C’è però un’agevolazione: si calcola qual è la parte dell’imposta italiana che riguarda i beni siti all’estero, si detrae da questa parte di imposta italiana l’imposta pagata all’estero eventualmente per quei beni, e si paga in Italia la differenza. Nella maggior parte dei casi, quello che si paga all’estero è sempre molto più elevato di ciò che si paga in Italia, poiché in Italia abbiamo un’aliquota molto bassa. Di conseguenza, questa sottrazione dell’imposta italiana dall’imposta pagata all’estero dà sempre un segno negativo. In conclusione, in Italia non si paga imposta per i beni situati all’estero perché all’estero si è pagata un’imposta molto maggiore di quella che si pagherebbe in Italia per quegli stessi beni.