L'art advisory nella consulenza (evoluta) di Banca Generali

15 Novembre 2019 · 2 min

Molto spesso l’arte fa parte di un elemento molto vicino al cuore e molto lontano dalla valorizzazione patrimoniale. Intervista ad Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali, che spiega quanto è importante avere una chiara mappatura del valore artistico delle collezioni e quanto conta l’art advisory per Banca Generali.

Perché è importante l’art advisory in Banca Generali?

“E’ uno dei servizi che offriamo nell’ambito della gestione complessiva del patrimonio dei nostri clienti. La parte artistica può essere una componente anche molto importante e, molto spesso, è difficile da essere stimata nei suoi livelli costitutivi. Il servizio che noi offriamo è un servizio molto ampio, che parte della valutazione dei singoli costituenti del patrimonio artistico dei nostri clienti, alla possibilità di assicurarli, di trasportarli e di valorizzarli, anche mettendoli in asta sui mercati internazionali. E’ un servizio che abbiamo attivato ormai qualche anno fa e che è particolarmente apprezzato da quelle famiglie che hanno collezioni artistiche importanti, che però allo stato attuale non sono valorizzate. Questo perché molto spesso l’arte fa parte di un elemento vicino al cuore e molto lontano dall’elemento della valorizzazione patrimoniale. Sempre di più, invece, è importante avere una chiara mappatura del valore artistico delle collezioni, per poi valutare se tramandarle, gestirle o valorizzarle al meglio”.

Il servizio ha un costo aggiuntivo per il cliente?

“A livello di costo, questo servizio è inserito nell’ambito della consulenza evoluta, a pagamento, quindi non c’è una valorizzazione specifica del servizio. Poi, a parte, possono essere pagati i servizi di stima, di valorizzazione e di vendita del patrimonio artistico”.