Mercato obbligazionario, la strategia per i prossimi mesi

02 Maggio 2019 · 3 min

Com’è iniziato il 2019 per il mercato obbligazionario? Risponde Andrea Baron, managing director di Mfs IM

Il mercato obbligazionario ha iniziato il 2019 con un movimento molto interessante, che aveva preso piede già nel 2018. Lo scorso anno è iniziato con una forte attesa di una ripresa dei tassi d’interesse statunitensi e, quindi, di un rialzo dei tassi. Abbiamo poi visto durante l’anno, invece, che il problema principale delle Banche Centrali – ovvero il contenimento dell’inflazione – sembra tutto a un tratto non essere più la loro priorità. Le Banche Centrali si focalizzeranno, infatti, sulla crescita economica americana o europea, perché l’economia globale sta iniziando a rallentare. Quindi, a livello dei tassi di interesse, abbiamo visto un’inversione di tendenza notevole: una forte ripresa durante la seconda metà dell’anno, che è continuata anche quest’anno e che ha spinto sia i tassi americani a essere decisamente più bassi rispetto a un anno fa, sia in Germania a vedere il bund da dieci anni in territorio negativo.

Dobbiamo aspettarci colpi di scena da parte delle Banche Centrali?

Per i prossimi mesi probabilmente questa politica monetaria continuerà. A nostro avviso, le Banche Centrali si stanno concentrando molto su un fattore che noi presentiamo già da qualche anno. Pensiamo a uno scenario futuro molto concentrato sullower for longer, quindi tassi che per un lungo periodo resteranno decisamente più bassi rispetto al passato. Questo avverrà per le cosiddette tre “d”:

1. il debito complessivo, che ha raggiunto ormai livelli stellari e quindi che è decisamente più alto rispetto ai problemi del 2008;

2. il calo demografico, che spingerà a una crescita futura inferiore rispetto a quella passata;

3. tecnologia, disruption e digitalizzazione.

Di conseguenza, non vedremo più il ritorno dell’inflazione che temevano le Banche Centrali e la politica monetaria probabilmente resterà espansiva anche nei prossimi anni, con eventuali possibili quantitative easing.

Quali strategie sarà preferibile adottare?

L’obbligazionario è un asset class storicamente molto più stabile rispetto ad altre asset class più volatili, e serve proprio a diversificare il rischio di altre asset class dei portafogli. Di conseguenza, non deve essere più solo locale ma globale. Bisogna dare una buona flessibilità ai gestori di allocare in modo responsabile nei singoli settori dell’obbligazionario, ovvero titoli di Stato, la parte corporate, la parte emerging markets debt e il cash. Inoltre, all’interno di questi settori, il gestore dovrà cercare di capire dove posizionarsi sulla curva dei tassi. Quindi, in alcuni Stati dove vediamo un aumento dei tassi d’interesse, si sceglieranno duration più corte. In altri, invece, dove i tassi tendono a scendere, si sceglieranno duration più lunghe. Tuttavia, a livello dell’intero portafoglio, cerchiamo di mantenere una duration in linea con quella del benchmark, proprio perché è uno dei fattori principali per aiutare a diversificare il portafoglio tradizionale dell’investitore da asset class più rischiose.