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Ubs punta ad aumentare i clienti private

02 novembre 2018 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Ubs punta ai paperoni americani

  • Secondo gli ultimi dati Ubs ha registrato performance notevoli nelle Americhe tanto da compensare i risultati non brillanti dell’Europa

Il colosso svizzero vuole incrementare di circa 70 miliardi di franchi il patrimonio gestito nei prossimi tre anni, dando la caccia a nuovi paperoni americani. Il settore del private banking resta dunque una priorità

Il colosso bancario svizzero Ubs punta ai paperoni americani. Gli ultimi dati sulla crescita del gruppo mostrano come nella parte dell’investement banking ci siano numeri in crescita e positivi, mentre nella parte della gestione patrimoniale regna la non crescita. Questo significa dunque che la banca svizzera non è riuscita ad incrementare il numero di paperoni all’interno della sua squadra.

Non stupisce dunque che Ubs, una delle banche più grandi della Svizzera, che gestisce il denaro della metà dei miliardari del mondo, voglia incrementare di circa 70 miliardi di franchi svizzeri il patrimonio gestito dal gruppo nei prossimi tre anni, portando a bordo sempre più paperoni (americani)

La strategia di Ubs non è poi così strana. Se si guardano, infatti gli ultimi trend sulla ricchezza globale, si nota come questa sia cresciuta a livello mondiale del 14%, con picchi negli Usa e in Cina. Ricchezza dunque in aumento, ma solo per pochi individui. Ed è proprio a questi soggetti che Ubs punta.

Inoltre, la strategia dell’istituto bancario è frutto di altri due fattori. Da una parte il mercato europeo  della ricchezza è saturo, e dall’altro, in Svizzera la competitività estremamente elevata rende difficile l’espansione. Dunque una delle mosse più logiche è puntare dove la ricchezza cresce a ritmi maggiori: negli Stati Uniti.

Ma gli Usa sono stati scelti, non solo per i loro paperoni, ma anche per l’incremento del mercato. Dagli ultimi dati emerge, infatti, come nelle Americhe la banca svizzera sia riuscita a crescere in modo esponenziale, tanto da riuscire a compensare i modesti risultati realizzati nel settore del wealth management in Europa, in Medio Oriente e in Africa. Sembra dunque che la scelta degli Stati Uniti d’America sia dunque stata più che studiata a tavolino.

Alla base di questa scelta, vi è anche la constatazione che nell’ultimo decennio Ubs ha ridimensionato di molto il suo “capital-intensive investment bank”, per concentrarsi maggiormente sulla gestione dei patrimoni dei paperoni. Scelta – secondo la banca- necessaria per poter soddisfare appieno tutte le esigenze dei miliardari, suoi clienti.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello