Carla Rabitti Bedogni

Presidente di OCF, Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari
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Prima donna a ricoprire il ruolo di Commissario della Consob e far parte dell’Antritrust, la Prof.ssa Carla Rabitti Bedogni è oggi presidente dell’OCF, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari.

Nata a Modena, Carla Rabitti Bedogni è stata una pioniera nel mondo della finanza. Avvocato cassazionista e studiosa di Diritto Commerciale e Diritto dell’Economia, nel 2002 è stata la prima donna a ricoprire il ruolo di Commissario della Consob, primato che si è nuovamente guadagnata del 2007, quando è diventata un componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Nel 2013 ha lasciato l’Antitrust per diventare Presidente dell’OCF, l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari, carica che le stata riconfermata anche nel 2017.

Già Professore ordinario di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma e Direttore Scientifico del Corso di Perfezionamento in Diritto Comunitario e Interno degli Intermediari Bancari Finanziari e Assicurativi.

Autrice di oltre 100 pubblicazioni in materia di diritto societario, di diritto della concorrenza, di diritto del mercato finanziario e dei diritti dei consumatori, ha tenuto corsi in merito e organizzato numerosi convegni.

Il suo impegno nel settore finanziario è stato premiato con numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Minerva alla finanza nel 2005 e il Premio Bellisario nella sezione meritocrazia nel 2008, «per la professionalità e la capacità con cui ha svolto ruoli delicati e complessi, riuscendo sempre a dar prova di rare doti di equilibrio di giudizio e analisi».

Nel 2017 è tornata nella sua città natale, Modena, per ricevere il Premio Internazionale Profilo Donna. Fortemente impegnata sul tema della parità nel mondo del lavoro, la Prof.ssa Carla Rabitti Bedogni consiglia alle donne che vogliono emergere in ambito finanziario di perseverare e «usare le doti che hanno, cioè caparbietà, dedizione, flessibilità, creatività».