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Triodos IM, investire per un impatto positivo

Triodos IM, investire per un impatto positivo

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Francesca Conti
Francesca Conti

10 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel 2018 il patrimonio gestito da Triodos Investment Management è cresciuto del 21% fino a raggiungere i 4,2 miliardi di euro

  • Per Elsen l’Italia “sta cercando di aggiornarsi e di recuperare rapidamente. L’economia sostenibile è un argomento sulla bocca di tutti”

  • Triodos Bank, del gruppo Triodos, gestisce circa 15 miliardi di euro e opera in sei paesi europei

Triodos IM è sbarcato sul mercato italiano portando con sé la propria filosofia di investimento sostenibile. Dirk Elsen, direttore per gli Emerging Markets, racconta a We Wealth gli ultimi sviluppi della società

In un mercato che in questo momento “sta crescendo e che sta puntando seriamente sulla finanza sostenibile”, Triodos Investment Management è sbarcato in Italia a giugno 2018 vedendo nel Paese le opportunità per sviluppare un’economia sostenibile. E portando dall’Olanda una filosofia: “Investire per avere un impatto positivo”. L’Italia “sta cercando di aggiornarsi e di recuperare rapidamente. L’economia sostenibile è un argomento sulla bocca di tutti”, spiega a We Wealth Dirk Elsen, direttore per gli Emerging Markets di Triodos IM.

La società gestisce investimenti diretti attraverso diverse strategie che spaziano dalle infrastrutture per le energie rinnovabili, alle aziende alimentari biologiche e alle istituzioni di microfinanza e da gennaio è presente in Italia con i propri fondi di investimento a impatto. Nel 2018 (gli ultimi dati disponibili) il patrimonio gestito da Triodos Investment Management è cresciuto del 21% fino a raggiungere i 4,2 miliardi di euro. Un risultato che traduce in numeri una missione: utilizzare il denaro per favorire un cambiamento positivo, generando al contempo un ritorno equilibrato.

Triodos Bank è nata intorno agli anni ’60 dalle riflessioni di un gruppo di amici e professionisti del mondo della finanza, che si sono ritrovati a discutere riguardo alla funzione del denaro. Da queste conversazioni “si capì che il capitale ha il potere di generare cambiamenti positivi nelle persone e nella società, e di contribuire a cambiare lo stile di vita e quindi di rafforzare la dignità dell’uomo”, ricorda il manager. “Credo che per l’epoca tutto ciò fosse molto rivoluzionario, lo è anche oggi”. Da quei primi colloqui prese forma una nuova banca, la Triodos Bank nata nel 1980. Triodos Investment Management è interamente controllata da Triodos Bank.

La reputazione di Triodos Bank è cresciuta attraverso le precoci pratiche di banking ecosostenibile. A seguito del disastro nucleare di Chernobyl, ad esempio, la banca è stata contattata da alcuni risparmiatori interessati nel finanziamento di forme di energia alternativa in Europa. Si trattava allora di un investimento rischioso, a causa soprattutto della mancanza di sussidi governativi. Per ridurre il rischio assunto dai risparmiatori della banca, Triodos Bank ha sviluppato il primo Wind Fund in Europa.

Dirk Elsen, direttore per gli Emerging Markets di Triodos IM
Dirk Elsen, direttore per gli Emerging Markets di Triodos IM

Oggi la banca gestisce circa 15 miliardi di euro e opera in sei paesi europei. Triodos IM comprende circa 180 dipendenti di 70 nazionalità che viaggiano per il mondo. “Cerchiamo sempre di far capire a nuovi clienti il nostro principio fondamentale: investire per avere un impatto positivo, migliore. Siamo sbarcati in Italia per spingere questo tipo di investimenti.”, sottolinea Elsen. E il gruppo costruisce un rapporto di fiducia dei risparmiatori – italiani e non – anche attraverso il proprio sito web, che ospita una mappa interattiva in cui sono segnalati tutti i prestiti alle imprese e i finanziamenti concessi da Triodos Bank. Utilizzando lo strumento della mappa, i clienti possono sapere esattamente cosa viene finanziato.

Tenendo fede alla propria mission, la società si confronta con alcune tra le sfide più grandi dei nostri giorni: cambiamento climatico, energie rinnovabili, food transition, organic farming (agricoltura biologica), inclusione sociale e financial inclusion. Un mandato che a volte si scontra con la difficoltà di convincere gli investitori ad approcciarsi a investimenti sostenibili. “Non tutti gli investitori pensano prima all’impatto che può avere il loro investimento. Il problema non riguarda tanto i guadagni perché noi stessi crediamo che questi tipi di investimenti non generino per forza guadagni insufficienti, anzi si riescano a creare risultati solidi a lungo termine.”.

Abbiamo bisogno di imprenditori con idee chiare e positive, persone che vogliano aiutare la comunità e che abbiano la nostra stessa visione. Questo ci permette di mettere in atto le nostre strategie di impatto nel modo che desideriamo”, ribadisce il manager di Triodos IM. Il modus operandi della società si riflette negli step per l’individuazione delle società in cui investe: “Quando il nostro team cerca nuove istituzioni finanziarie, capita a volte di trovarne alcune che poi non risultano adeguate. Prima di selezionarle avviamo delle ricerche, degli studi, organizziamo incontri e passiamo il materiale raccolto a un comitato per la discussione”.

Anche se Triodos IM non ha uffici in Italia, ha già diversi clienti nel Belpaese. “Al momento puntiamo soprattutto sulle fondazioni ecclesiastiche, che hanno un naturale interesse nell’investimento di impatto, o su clienti privati che vogliano investire nei nostri progetti”, spiega ancora il manager. In Italia la sezione dei fondi di Triodos destinata alle energie rinnovabili ha finanziato a Massafra, in uno stabilimento di birra Moretti, un progetto legato alla sostenibilità. Sul tetto dello stabilimento sono stati installati dei pannelli solari, da cui proveniva la maggior parte dell’energia della fabbrica. Un progetto realizzato in collaborazione con la Heineken, in Olanda. E che potrebbe aprire la strada a nuove iniziative.

Francesca Conti
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