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Tages, gli impianti fotovoltaici a misura delle compagnie vita

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Contributor, Giulio Romano

25 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Il presidente di Tages, Umberto Quadrino, spiega i motivi del successo degli investimenti rinnovabili richiesti soprattutto dalle assicurazioni

Gli investimenti alternativi si sposano con la sostenibilità e l’energia rinnovabile. Tages Capital Sgr (la società italiana del Gruppo Tages che gestisce i fondi infrastrutturali) ha chiuso a dicembre gli investimenti del suo primo fondo Helios che investe in impianti fotovoltaici in Italia ed ha già iniziato a raccogliere capitali con un secondo fondo (Tages Helios 2) per proseguire con gli investimenti nel settore. L’iniziativa è stata un successo con adesioni venute in gran parte da investitori istituzionali (soprattutto assicurazioni vita) ed ora i promotori stanno studiando una formula per facilitare l’ingresso anche della clientela private. Ilpresidente di Tages Umberto Quadrino, artefice di questa iniziativa e manager di grande esperienza del settore energetico – è stato, tra l’altro, ad di Edison – spiega come è nata e come sta cambiando il mercato del fotovoltaico in Italia. “Helios I è un fondo immobiliare chiuso. In pratica acquista gli impianti eolici che poi vengono dati in gestione per la durata di 15 anni alla società Delos Power (vedi tabella a fianco, ndr) nella quale il fondo ha una partecipazione pari al 40%. La redditività del Fondo è pertanto il risultato degli affitti ricevuti e dei profitti della gestione realizzati da Delos Power”.

La scelta di fare ricorso ad un fondo immobiliare deriva anche da considerazioni fiscali visto che quel contenitore è assoggettato all’Imu ma non alle imposte dirette. I capitali raccolti dal primo fondo Helios (253 milioni) e dal secondo fondo recentemente lanciato (Tages Helios 2 che ha raccolto sinora 150 milioni ed ha un target di raccolta di 400) hanno consentito di acquisire ad oggi 109 impianti fotovoltaici in Italia con una potenza istallata di 309 Mwatt, ciò che fa di Helios il secondo operatore fotovoltaico in Italia, subito dopo F2i. Che accade quando acquistate un impianto? “Separiamo, come dicevo, la proprietà degli impianti, che è del fondo, dalla gestione degli stessi, che è di competenza di Delos Power. Contemporaneamente rifinanziamo il debito: le condizioni di mercato oggi sono favorevoli e facciamo valere la nostra maggiore forza contrattuale rispetto agli originari proprietari. Con Delos Power siamo poi in grado di conseguire significativi miglioramenti nella gestione. Occorre dire che gli impianti fotovoltaici sono spesso gestiti in modo non efficiente in Italia.

È un settore dove sono entrati in passato molti investitori con scarse esperienze nel settore energetico, attirati dai forti incentivi dati a chi realizzava gli impianti”. L’entità delle agevolazioni era piuttosto elevata – ricorda Quadrino – e sembrava possibile ottenere ottimi ritorni con relativa facilità. In Italia sono stati così realizzati impianti per 20mila megawatt, una cifra colossale. Ma gli incentivi li pagavano i consumatori, incorporati nelle loro bollette e sono arrivati a pesare fino ad un terzo del costo totale dell’elettricità. E quando lo Stato ha tagliato gli incentivi, perchè divenuti insostenibili, il meccanismo si è fermato ed è iniziato un consolidamento del mercato da parte degli operatori più professionali, come la jv tra Enel ed F2i, alcune utilities, società quotate come Erg e naturalmente Tages. Il risultato è stato un miglioramento dell’efficienza e della redditività. “Noi compriamo impianti con un rendimento medio (Irr) tra il 7 e l’8 per cento e puntiamo a migliorare questa redditività di un paio di punti percentuali. Ma negli ultimi anni il mercato fotovoltaico è profondamente cambiato, e non sono più necessari i massicci incentivi di una volta per assicurare la redditività degli impianti”.

Perchè, cosa è accaduto? “Molti paesi tra cui la Cina, gli Stati Uniti, il Giappone hanno iniziato ad investire pesantemente nel solare ed il prezzo dei pannelli è letteralmente crollato. Oggi è pari a un quinto, un sesto, rispetto a quello che era appena 5 anni fa. In un breve lasso di tempo il fotovoltaico è divenuto così il sistema più economico per produrre energia elettrica. È una svolta epocale confermata anche da alcuni recenti studi (McKinsey, 2019) che collocano tra il 2040 ed il 2050 uno storico sorpasso tra l’energia rinnovabile e quella tradizionale prodotta dal petrolio”.

“Dal punto di vista dell’investitore è una struttura che si avvicina molto a quella di un bond con la particolarità che Tages, oltre a pagare un dividendo semestrale, rimborsa progressivamente anche il capitale, ciò che contribuisce a rendere il nostro prodotto particolarmente attraente per gli investitori istituzionali. I primi dividendi che abbiamo pagato sono stati pari ad oltre il 12 per cento su base annua”. I clienti? “Sono fondi pensione, casse previdenziali, fondazioni bancarie ma soprattutto assicurazioni. Posso dire che le principali compagnie vita italiane sono comprese tra i nostri investitori. Nel loro caso c’è anche da considerare il basso assorbimento di capitale che l’investimento nelfondo Helios comporta, assimilato ai ratios previsti da Solvency II per gli investimenti in infrastrutture”. Dopo il primo fondo nel luglio dello scorso anno ha preso avvio una seconda esperienza. “Con Helios II abbiamo già raccolto 150 milioni e contiamo di superare i 400 milioni quando chiuderemo la fase di sottoscrizione (aprile 2020)”. Anche i clienti private possono investire? “Si anche se, in questo caso, siamo all’inizio di un percorso.

Per Helios 1 abbiamo fatto un accordo con una primaria istituzione di private banking che ha proposto l’investimento in via sperimentale ad alcuni dei suoi clienti Uhnwi. La risposta della clientela è stata di un notevole interesse e contiamo con Helios II di allargare la platea dei sottoscrittori. Certo l’illiquidità di un investimento che dura per 15 anni è un deterrente per la clientela private, ma abbiamo allo studio una soluzione originale per mitigare in modo sostanziale il tema della illiquidità. Spero di poterla annunciare nelle prossime settimane”.

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Contributor , Giulio Romano
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