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Sri piacciono anche agli investitori previdenziali

Sri piacciono anche agli investitori previdenziali

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Redazione We Wealth
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22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’indagine ha coinvolto 115 piani (contro i 50 delle precedenti edizioni), per un totale di 220 miliardi di masse in gestione

  • Il 47% dei rispondenti dichiara di aver adottato una politica d’investimento sostenibile e responsabile (SRI) alla gestione patrimoniale

Nella giornata conclusiva della settimana Sri è stata presentata la ricerca “le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali” realizzata con il supporto di Axa Investment Managers, Nn Investment Partners e Vigeo Eiris.

Agli investitori previdenziali italiani piacciono le strategie Sri. Il 47% dei soggetti coinvolti ha infatti risposto di aver adottato una politica d’investimento sostenibile e responsabile. Questo quanto è emerso nel corso del convegno “le politiche di investimento sostenibile e responsabile degli investitori previdenziali” è stato il protagonista dell’ultima giornata della settimana Sri. Dal report è dunque emerso come la maggioranza dei piani che attualmente non integrano criteri di sostenibilità ha già avviato valutazioni in merito. Oltre metà dei piani attivi applica strategie Sri a una porzione del patrimonio gestito superiore al 75%. La scelta di adottare politiche d’investimento sostenibile è motivata prevalentemente dalla volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile e di gestire più efficacemente i rischi finanziari.

Nell’investimento sostenibile gioca però un ruolo fondamentale il consiglio di amministrazione (Cda). È infatti il Cda ha decidere piani attivi in termini di Sri, lasciando poi al gestore il compito di tradurlo dal punto di vista operativo. In questi casi, le competenze del gestore assumono una rilevanza significativa. La quasi totalità dei rispondenti attivi (93%) dichiara che il Cda valuta almeno annualmente le performance degli investimenti dal punto di vista della sostenibilità.

L’integrazione dei criteri di sostenibilità nelle decisioni di investimento resta una scelta volontaria. Tuttavia, nel nuovo contesto normativo europeo e nazionale (con particolare riferimento alle direttive Iorp II e Shareholder Rights II), alla luce della necessità di confrontarsi con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo e con le crescenti disuguaglianze, gli investimenti sostenibili saranno sempre più cruciali per gli operatori previdenziali.

”La ricerca ha registrato un tasso di risposta significativo da parte dei piani inclusi nel campione. Gli investitori previdenziali possono trarre benefici dall’integrazione dei criteri ESG in termini di riduzione del rischio e di miglioramento delle performance finanziarie, garantendo la solidità nell’erogazione delle prestazioni pensionistiche” commenta il segretario senerale del forum Francesco Bicciato

“Il ruolo degli operatori previdenziali, come investitori istituzionali di lungo periodo, sarà sempre più determinante nel promuovere uno sviluppo economico più equo e sostenibile. L’implementazione delle Direttive Iorp II e Shareholder Rights II rafforzerà questo obiettivo, contribuendo a una maggior trasparenza e diversificazione nelle scelte di allocazione del patrimonio” ha dichiarato il Presidente del Forum, Pietro Negri.sri

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