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Sostenibilità, l’Europa ha oltre il 50% dei fondi Sri

Sostenibilità, l’Europa ha oltre il 50% dei fondi Sri

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Francesca Conti
Francesca Conti

04 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 1999 c’erano 159 fondi Sri, nel 2016 sono diventati 1.138 per un ammontare di 22,89 mila miliardi di dollari

  • L’Europa pesa per oltre la metà degli assets Sri (53%), mentre gli Stati Uniti pesano per il 38%, secondo un rapporto della Global Sustainable Investment Alliance

  • Secondo Matthieu David di Candriam, è cresciuta tantissimo “la consapevolezza dei fattori da considerare per valutare la sostenibilità degli investimenti”

Il mondo della finanza è sempre più sostenibile e i fondi etici Sri, negli ultimi anni, hanno conosciuto uno sviluppo a doppia cifra. Se ne è parlato nel corso della tavola rotonda organizzata dalla fondazione Eni Enrico Mattei. All’incontro ha partecipato anche Matthieu David di Candriam, spiegando cosa significhi per un asset manager valutare la sostenibilità di un investimento

Un concetto nato sulle ceneri della crisi finanziaria del 2008, che oggi anima sempre di più i dibattiti degli investitori di tutto il mondo. Il tema della sostenibilità si sta affermando in modo sempre più deciso, specialmente nel mondo della finanza. Gli investimenti che rispettano criteri ambientali (environmental), sociali (social) e di governance(insieme, Esg) potrebbero rappresentare l’elemento chiave il ritorno della fiducia persa negli anni della crisi nei confronti dell’universo finanziario?

“Probabilmente sì. E in Europa si sta già facendo molto in questa direzione”. A esprimere il suo punto di vista è Giovanni Ferri, economista e direttore del master in Management of Sustainable Development Goals dell’università di Roma Lumsa. Il professore è intervenuto nel corso della tavola rotonda Dalla finanza globale alla finanza green per il bene comune, organizzata dalla Fondazione Eni Enrico Matteiin occasione del festival dello sviluppo sostenibile 2019.

Le convinzioni di Ferri sono sostenute dai dati contenuti nel rapporto 2018 di Eurosif, l’associazione paneuropea dedicata alla promozione della sostenibilità attraverso i mercati finanziari. “I fondi etici Sri stanno facendo dei progressi”, ricorda Ferri. “Si è passati da 159 Sri presenti nel 1999 ai 1.138 del 2016”. In termini di ammontare, all’inizio del 2016 i fondi sostenibili hanno toccato i 22,89 mila miliardi di dollari, con un aumento del 24% dal 2014. L’Europa pesa per oltre la metà di questi assets (53%), mentre gli Stati Uniti pesano per il 38%, secondo un rapporto della Global Sustainable Investment Alliance (Gsia).

Il rapporto 2018 di Eurosif per l’Italia mostra una crescita significativa dei fondi Sri, ma anche una minore maturità di aproccio rispetto alla media europea, testimoniata dalla forte incidenza di approcci ‘passivi’ e da quella minore di approcci attivi. Sempre il report di Eurosif stima in 180 miliardi di euro all’anno l’investment gap di investimenti aggiuntivi fino al 2030 per poter conseguire gli obiettivi sul clima della Commissione europea.

“Mi sembra un dato impressionante. C’è bisogno di indirizzare i capitali in una direzione sostenibile, ed è quello che Candriam fa da diverso tempo”. Con questa posizione è intervenuto anche Matthieu David, head of italian branch di Candriam nonché global head of financial institutions and partnerships. Secondo il manager “ci sono moltissime menti brillanti nel pianeta che hanno acquisito consapevolezza dell’urgenza di focalizzarsi su queste tematiche. Le sfide  e le opportunità legate al concetto di sostenibilità non sono solo degli asset manager, ma questi possono fare la loro parte.

La storia di Candriam è profondamente legata a quella della sostenibilità. Nel 1996 abbiamo lanciato il primo fondo sostenibile, poi nel 2006 sottoscritto i Pri (Principles for Responsible Investment) delle Nazioni Unite. Oggi cerchiamo di spiegarli e raccontarli a tutti”. Secondo il manager, i passaggi che un asset manager deve seguire per valutare nel modo corretto la sostenibilità di un investimento.

Come valutare la sostenibilità: parola a Matthieu David

Come valutare la sostenibilità di un investimento? Matthieu David spiega che tra gli asset manager è cresciuta tantissimo “la consapevolezza dei fattori da considerare per valutare la sostenibilità degli investimenti”. Nel dettaglio, l’investimento sostenibile e responsabile è la considerazione sistematica di fattori ambientali, sociali e di governance quando si analizzano le società e si prendono decisioni di investimento. L’investimento sostenibile comprende diversi tipi di approccio:

  1. Selezione negativa
    • Screening negativo  = ovvero l’esclusione di società coinvolte in attività controverse (ad esempio il mondo degli armamenti o del tabacco)
    • Screening basato su norme = Selezione di società secondo i principali accordi internazionali, come il Global Compact delle Nazioni Unite
  2. Engagement = Dialogo privato con società, proxy voting, azionisti attivi ecc.
  3. Selezione positiva
    • Best-in-class screening = Selezione delle migliori società Esg nei loro settori
    • Integrazione Esg = Inclusione sistematica e esplicita dei fattori Esg nelle decisioni di invesitmento (es. Pri)
    • Investimenti tematici = Selezione delle migliori società a seconda di uno specifico tema Esg (es. basso carbone)
  4. Scopo = impact investing: Investimenti mirati nelle aziende/progetti che generano benefici Esg (es. microfinanza)
Matthieu David, Candriam

Nel concreto Candriam agisce con passi mirati e precisi. “Prendiamo un’azienda, guardiamo quello che fa e i suoi piani per il futuro e capiamo la sua dimensione Esg”, sottolinea David. “Poi ci chiediamo: Che rapporti hanno queste aziende con i loro portatori di interesse? Intendendo dipendenti, fornitori, clienti, comunità investitori, ambiente e comunità in senso ampio? Infine, cerchiamo diincoraggiare e influenzare le società nel miglioramento della divulgazione circa l’integrazione dei criteri Esg.

Come? Intanto facendo valere il nostro diritto di voto, cercando sempre di riflettere la nostra idea rispetto a un piano di sostenibilità serio. Lo facciamo soprattutto in Europa, ma in tutti i continenti in cui operiamo”, aggiunge il manager. “Non dobbiamo agire solo dal punto di vista di un asset manager, ma dobbiamo impegnarci in azioni più o meno piccole che possano dare completezza al nostro lavoro e al nostro obiettivo di sostenibilità”, conclude il manager, ricordando che Candriam è un acronimo che sta per convinzione e responsabilità nell’asset management – Conviction and Responsability in Asset Management. Quando si dice: una missione già scritta nel proprio nome.

Francesca Conti
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