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Sostenibilità: quanto rende essere “buoni”

08 Novembre 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • La partita delle sovraperformance degli investimenti Sri vede in vantaggio i paesi emergenti rispetti a quelli avanzati

  • Il risultato può essere spiegato da due differenti ipotesi. Da una parte c’è chi riconduce tutto alla dimensione aziendale e dall’altra chi fa riferimento alle diverse dinamiche del Pil

Statisticamente l’integrazione tra analisi finanziaria e criteri Esg consente di ottenere una sovraperformance nel lungo termine. Vale soprattutto per i mercati emergenti, dove il divario tra le aziende con un profilo di sostenibilità eccellente e l’universo di riferimento è più marcato

L’integrazione tra analisi finanziaria e criteri Esg è in grado di generare un extra-rendimento nel lungo termine. La maggior parte degli studi accademici e delle analisi sul tema lo prova in modo evidente. Questo approccio, infatti, aiuta gli investitori a identificare le società e i paesi meglio attrezzati per gestire i rischi di natura extra-finanziaria: meno esposti, quindi, a possibili sanzioni dei regolatori, problemi reputazionali e conflitti con i vari portatori di interesse (azionisti, lavoratori, comunità locali).

Il risultato varia però se si considerano le economie mature o i paesi in via di sviluppo. La partita “sovraperformance degli investimenti Sri” vede infatti in vantaggio le seconde rispetto alle prime. A sancirne il risultato sono i numeri. Se infatti si prende in esame dal suo lancio, maggio 2011, l’indice Msci emerging markets Sri (un indice che prende in considerazioni 26 paesi in via di sviluppo e include le società con un rating di sostenibilità sociale e ambientale positivo) si nota come questo abbia registrato una sovraperformance del 2,74% su base annua rispetto al tradizionale paniere di riferimento dei paesi in via di sviluppo (Msci emerging markets).

Traslando il tutto sui paesi sviluppati l’extra-rendimento rimane positivo, ma si riduce molto, attestandosi allo 0,7% annuo. A cosa è dovuta questa differenza? Ci sono due distinte ipotesi.

Da una parte c’è chi riporta il tutto alla dimensione aziendale, dall’altra qualche analista fa riferimento alle diverse dinamiche del Pil. Partiamo dalla prima ipotesi: il divario tra mondo emergente e Paesi sviluppati nella capacità degli indici sostenibili di consegnare una sovra-performance potrebbe essere ricondotto a un fattore culturale, legato alla maggiore o minore diffusione, in certe regioni, di prassi ispirate alla responsabilità sociale e ambientale tra le aziende. Nel mondo sviluppato, ad esempio, gli standard di trasparenza nella governance societaria sono mediamente più elevati rispetto a quelli delle aziende nei Paesi emergenti. Quindi la distanza tra le società con rating Esg eccellente e quelle che non brillano sotto il profilo della responsabilità sociale e ambientale è minore. Discorso diametralmente opposto può essere invece fatto sulle società che operano nei paesi in via di sviluppo. In questa realtà molte imprese usano, per poter crescere e svilupparsi più velocemente, pratiche non sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale.

Di conseguenza, quelle che adottano pratiche sostenibili emergono molto più facilmente rispetto alle altre. Si verifica dunque un divario molto ampio tra le prime della classe e le meno sostenibili. Questa distanza puà contribuire a spiegare come si sia generato un extra-rendimento così significativo nei paesi in via di sviluppo, in campo sostenibilità, rispetto ai listini più maturi.

Un aspetto che però non deve essere sottovalutato, quando si prendono in considerazione le imprese che operano nei paesi in via di sviluppo, è la coerenza tra le mere dichiarazioni d’intenti e la concreta adozione dei principi di responsabilità socio-ambientale nei processi di governance. può infatti capitare di trovare, all’interno del mondo Sri, realtà che non hanno tutte le carte in regola per essere definite sostenibili. Questo accade perchè talvolta la definizione di sostenibilità viene calata dal marketing nella realtà aziendale annacquando gli aspetti più rigorosi.

La sostenibilità si dà dunque una pennellata di verde per nascondere prassi non propriamente ispirata all’Sri. D’altra parte, essere sostenibili e attenti all’ambiente è diventato un nuovo trend. E anche un meccanismo per attrarre nuovi capitali.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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