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Sostenibilità e Pnrr: sfide e opportunità in “verde”

Sostenibilità e Pnrr: sfide e opportunità in “verde”

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

25 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’82% degli operatori finanziari investe oggi in energie rinnovabili. Il 78% in innovazione e digitalizzazione delle imprese e il 74% in efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. Apertura verso progetti “green” nel quadro di partenariati pubblico-privato

  • Gian Franco Giannini Guazzugli: “Riteniamo che il Pnrr sia una grande opportunità per il rilancio del sistema paese. Il progetto di attivare partnership pubblico-privato è una via da percorrere per uscire dalla crisi”

Secondo un’indagine del Forum per la finanza sostenibile, il 64% degli investitori è disponibile a sostenere progetti “green” in partnership pubblico-privato nel prossimo triennio. Tra i settori ritenuti prioritari, nel quadro del Pnrr, emergono l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica

Quali sono le opportunità e le sfide dell’azione di rilancio dell’Italia delineata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza? E in che modo le organizzazioni attive nel mercato dell’investimento sostenibile e responsabile potranno giocare la loro parte in questo contesto?

A rispondere a queste domande è un’indagine condotta dal Forum per la finanza sostenibile su 115 soci nel mese di febbraio 2021, attraverso la somministrazione di due questionari distinti rivolti agli operatori finanziari (banche, fondazioni di origine bancaria, fondi pensione, casse di previdenza, imprese assicuratrici e società di gestione del risparmio) e alle organizzazioni che non investono direttamente (associazioni di categoria, associazioni di consumatori, organizzazioni non profit, ong, fondazioni, sindacati e società di consulenza, ricerca e formazione).

Con un tasso di risposta complessivo del 73%, lo studio rivela come l’82% degli operatori finanziari rispondenti, in riferimento alle sei missioni identificate dal Pnrr (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione e salute, ndr), investe oggi in energie rinnovabili, il 78% in innovazione e digitalizzazione delle imprese e il 74% in efficienza energetica e riqualificazione degli edifici. Un interesse confermato anche per il prossimo triennio, con il 56% che ha in programma o sta valutando la possibilità di intervenire nel settore dell’energia rinnovabile, il 52% nell’efficienza energetica e nella riqualificazione degli edifici e un ulteriore 52% nell’innovazione e nella digitalizzazione delle imprese.

I settori per i quali è considerato prioritario investire in ottica di sostenibilità secondo le organizzazioni che non investono direttamente, invece, sono l’economia circolare (76%), l’energia rinnovabile (73%), la ricerca e l’istruzione (67%) e la mobilità sostenibile (64%). Ma anche la digitalizzazione e la modernizzazione della pubblica amministrazione (55%), uno dei settori meno considerati dagli operatori finanziari intervistati (in quel caso si parla del 14% di investimenti e finanziamenti in essere e dell’8% di quelli attesi tra il 2021 e il 2023).

“Restando sugli operatori finanziari, è stato poi chiesto loro se avessero già maturato esperienze nell’ambito del partenariato pubblico-privato, e il 64% dei soci non ha ancora finanziato iniziative in tal senso mentre il restante 36% ha investito in collaborazione con le amministrazioni pubbliche attraverso strumenti di private equity (78%), private debt (61%) e linee di credito a condizioni agevolate con garanzia pubblica (33%)”, interviene Arianna Lovera, senior programme officer del Forum per la finanza sostenibile. Parallelamente, nel prossimo triennio il 64% ha già in programma o sta valutando di sostenere progetti di sostenibilità nel quadro di partenariati pubblico-privato, mentre lo esclude il 36% a causa della mancanza di competenze interne nel partner pubblico (50%), di un’eccessiva burocrazia (33%) e di un profilo di rischio-rendimento inadeguato (17%).

Per quanto riguarda, infine, gli elementi che per entrambi i cluster di intervistati potrebbero facilitare l’ingresso di investitori attivi nell’ambito della finanza sostenibile (sempre nel quadro del Pnrr), al primo posto si segnala l’identificazione di indicatori e strumenti di valutazione e misurazione dell’efficacia degli interventi (menzionati rispettivamente nel 70 e nel 68% dei casi), seguito dalla governance trasparente nella gestione delle iniziative (per la quale si parla del 62 e del 68%).

“Riteniamo che il Pnrr rappresenti una grande opportunità di rilancio del sistema paese – commenta Gian Franco Giannini Guazzugli, presidente del Forum per la finanza sostenibile – Il progetto di attivare partnership pubblico-privato è una via da percorrere per uscire dalla crisi e costruire nuovi modelli di crescita più sostenibili”. “Aggiungo due osservazioni. La prima è che il framework politico e legislativo è abbastanza favorevole, vale a dire che gli obiettivi del Next generation Eu sono gli stessi dell’Eu green deal che un anno prima la presidente della Commissione europea aveva lanciato. Ed è un’onda lunga che passa dall’Action plan del 2018”, interviene Francesco Bicciato, segretario generale dell’associazione non profit multi-stakeholder. Poi conclude: “Ciò che favorirà il Piano nazionale di ripresa e resilienza è il fatto che esista una coerenza fra gli obiettivi della Commissione europea e quelli dei territori nazionali. Quello che cercheremo di fare è capire come gli investitori privati possono attivare partenariati positivi con le amministrazioni pubbliche, in modo da creare l’effetto leva, moltiplicando gli investimenti nei settori identificati”.

Rita Annunziata
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