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Sostenibilità, Nordea e la sfida della transizione

09 Maggio 2019 · Riccardo Sabbatini · 7 min

  • Se nel 2015 un fattore di esclusione era rappresentato da una quota di introiti derivanti da carbone superiore al 75% appena due anni più tardi, nel 2017, la stessa soglia è stata abbassata al 30%

  • Per Marjo Koivisto, co-head of Responsible Investment Team di Nordea AM, l’affermarsi del trend della sostenibilità “sta plasmando i settori e la domanda degli stessi consumatori” e “modellando un’offerta di prodotti e servizi più sostenibili”

Le aziende non sono nate sostenibili, lo possono piuttosto diventare. Come accompagnarle verso un mondo rispettoso dell’ambiente, del sociale e degli elevati standard di governance? La storia di Nordea Asset Management, antesignana della sostenibilità

Roma non è stata costruita in un giorno. Per la sostenibilità è lo stesso. Le aziende, con una storia alle spalle spesso centenaria, non sono nate sostenibili, lo possono piuttosto diventate e come accompagnarle verso un mondo rispettoso dell’ambiente, del sociale e di elevati standard di governance è probabilmente la maggiore sfida che i gestori finanziari attenti a queste tematiche debbono affrontare per spingere al cambiamento le imprese sulle quali scommettono. La storia di Nordea Asset Management (NAM), antesignana della sostenibilità, è una conferma di questo assunto.

Il gruppo, leader nel nord Europa per il risparmio gestito – più di 200 miliardi di euro di asset in gestione a fine 2018 – già nel 2007 ha firmato il documento dei principi di investimento responsabile delle Nazioni Unite (UNPRI) e, nel corso degli anni, ha progressivamente reso più severi gli standard che le società debbono rispettare per essere comprese nel proprio panorama d’investimento. Un esempio? Se nel 2015 un fattore di
esclusione era rappresentato da una quota di introiti derivanti da carbone superiore al 75% appena due anni più tardi, nel 2017, la stessa soglia è stata abbassata al 30%. Vietati sono anche investimenti in società attive nella produzione di armi illegali o nucleari, incluse munizioni a grappolo e mine antiuomo.

Nel 2017 tale politica è stata estesa a società coinvolte nella manutenzione di armi nucleari. Le scelte dei gestori escludono anche bond sovrani emessi da governi soggetti a forti sanzioni internazionali per la violazione dei diritti umani. É un approccio gradualistico e proattivo nei confronti dell’universo investibile che appare in sintonia con gli indirizzi fatti propri dall’Unione Europea per regolamentare l’intera materia (vedi intervista a Mario Nava nello stesso dossier). E si è accompagnato con un rafforzamento dei team di gestione specializzati e con l’offerta di nuovi prodotti.

Nel 2009 è stato creato un team di investimento responsabile dedicato esclusivamente alla ricerca e all’analisi Esg nei fondi Nordea AM e successivamente, nel 2016, ha preso forma anche il Sustainable Finance Team maggiormente concentrato sulla dimensione dell’intero gruppo Nordea AM. Quanto ai prodotti, all’inizio di questa decade sono state lanciate le prime strategie Stars progressivamente implementate con l’invio, dal 2018, delle relazioni trimestrali Stars. Naturalmente tutti questi sforzi vanno di pari passo ad un cambiamento di percezione degli investitori sui principi Esg (ambiente, sociale, governance).

”Per molto tempo si è pensato che concentrarsi su aziende particolarmente attente alla sostenibilità significasse sacrificare la performance finanziaria”, spiega Marjo Koivisto, Co-Head of Responsible Investment Team di Nordea AM sull’house organ del gruppo. Koivisto viene dal World Economic Forum e in questi anni ha collaborato alla stesura di molti report sui capital markets. É un approccio “subalterno” – come potrebbe essere definito – che però sta cambiando, anche nell’opinione degli investitori.

“L’affermarsi di questo megatrend sta plasmando i settori e la domanda degli stessi consumatori, creando opportunità di riduzione dei costi di produzione e modellando un’offerta di prodotti e servizi più sostenibili. Siamo molto lontani quindi dal suddetto pregiudizio ed è confortante notare come sia stato progressivamente accantonato. Di fatto, la ricerca dimostra come ci sia una correlazione positiva fra i criteri Esg e una superiore performance dell’investimento nel lungo periodo. Infatti sta maturando una consapevolezza in merito all’influenza che fattori Esg esercitano sul rendimento a lungo termine di un business”.

In effetti è un circolo virtuoso che si realizza perché la domanda crescente verso aziende sostenibili sostiene i loro prezzi, le incoraggia a proseguire sulla stessa strada e ne rafforza la profittabilità a lungo termine. E’ un tema di investimento che vale di per sè ma che diviene particolarmente rilevante per le nuove generazioni dei millennials nelle cui scelte di investimento il rispetto dell’ambiente, dei temi sociali e della governance assumono un’importanza crescente. Gestori come Nam, che combinano l’analisi fondamentale sulle aziende con lo scrutinio dei fattori Esg favoriscono ulteriormente il processo selezionando le aziende con il maggiore
potenziale.

“Abbiamo creato la nostra gamma di fondi Stars per implementare i fattori Esg ed elevare questa integrazione nei nostri fondi azionari e fixed income. Le strategie Stars investono solo nelle aziende all’altezza dei nostri standard Esg. Queste realtà vengono selezionate sulla base delle loro performance
finanziare e del loro profilo Esg. Siamo convinti che queste imprese potranno diventare i leader di un nuovo mercato favorendo lo sviluppo di nuovi business ed economie più sostenibili. Le opzioni offerte dalle strategie Stars stanno crescendo rapidamente estendendo l’opporunità di scelta anche nell’universo fixed income. Inoltre abbiamo aggiunto un comparto Stars dedicato all’azionario Nord America.

Attraverso l’esperienza maturata con le strategie Stars, abbiamo compreso come la completa integrazione dell’analisi Esg (sia per mappare i rischi di un business, sia per identificarne le opportunità) nel tradizionale processo di investimento possa generare valore aggiunto per gli investitori”. Ciascuna partecipazione contenuta nelle strategie Stars viene sottoposta ad un’analisi Esg dettagliata, esaminando sia i rischi che le opportunità Esg, ed è valutata con un punteggio A, B o C in base alla metodologia di rating Esg proprietario. I gestori di portafoglio possono investire solo in società con rating A o B o, in altre parole, in società con buoni profili Esg. Inoltre i risultati dell’analisi Esg vengono interamente incorporati nell’analisi competitiva e nella valutazione della società. Tutto ciò consente ai gestori di portafoglio di concentrarsi sui titoli migliori.

Ciò che va colto in questo processo non è soltanto la decisione di scegliere le imprese in assoluto migliori sotto il profilo Esg ma quelle che hanno il maggiore potenziale e voglia di cambiare. Aiuta il fatto di confrontarsi con le società attraverso l’azionariato attivo, utilizzando largamente i diritti di voto ed interagendo frequentemente con il management. Un esempio di scuola di come la transizione verso standard sostenibili rappresenti il fattore dinamico e decisivo per individuare le aziende giuste viene da H&M, il gigante svedese di moda retail. Molti suoi fornitori sono aziende di mercati emergenti nei quali le condizioni di lavoro dei dipendenti rappresentano spesso un fattore critico.

Ebbene il team d’investimento di Nordea AM, dopo una visita ad uno stabilimento cambogiano di un fornitore di H&M, ha rilevato numerose criticità come ad esempio una scarsa ventilazione e un insufficiente accesso a fonti di acqua potabile. Successivamente ha individuato i punti chiave per migliorare le condizioni lavorative dello stabilimento includendo un miglior impianto per il condizionamento dell’aria e un numero maggiore di stazioni di acqua potabile. Ha poi fissato incontri di follow up su base regolare con la stessa H&M così da mantenere alta l’attenzione riguardo alle condizioni lavorative all’interno della sua supply chain. Quasi un’attività sindacale da parte di un gestore finanziario, verrebbe da dire, ma che si riverbera positivamente sulla profittabilità a lungo termine di un business.

Riccardo Sabbatini
Riccardo Sabbatini
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