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Sostenibilità: il green bond va di moda

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

28 Settembre 2020
Tempo di lettura: 10 min
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  • Crescita e sostenibilità si incontrano nel mondo della moda: la scorsa settimana, Chanel ha emesso due sustainability-linked bond per un totale di 600 milioni di euro

  • A livello globale, tra il 2014 e il 2019 le emissioni di green bond sono quintuplicate, passando da meno di 50 miliardi a oltre 250 miliardi di dollari (report Università Cattolica – Assbb)

  • Da Burberry a Moncler: i big del fashion che puntano sul finanziamento sostenibile

Sempre più griffe nel mondo delle “obbligazioni verdi”. L’ultima è Chanel, con l’emissione di un bond legato agli obiettivi di sostenibilità ambientale del gruppo

C’è un nuovo trend nel mondo della moda, e il colore è il verde. Da Burberry a Moncler, sempre più big del fashion scelgono la finanza green. La scorsa settimana, il colosso francese Chanel ha emesso due obbligazioni con cedole legate agli obiettivi di sostenibilità ambientale del gruppo (sustainability-linked bond), per un totale 600 miliardi di euro.

Ampliando lo sguardo, quello dei green bond è un mercato in forte crescita. I dati contenuti in un report realizzato dall’Università Cattolica, in collaborazione con l’Associazione per lo sviluppo degli studi di banca e borsa (Assbb), mostrano come, nel periodo tra il 2014 e il 2019, le emissioni di green bond a livello globale siano quintuplicate, passando da meno di 50 miliardi a oltre 250 miliardi di dollari. Stando a un report di Moody’s Investors Service, l’emissione di obbligazioni verdi, sociali e sostenibili è destinata a salire a quota 400 miliardi di dollari nel 2020.

“L’incertezza e la volatilità a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi sta favorendo l’esplosione di tematiche esg” commenta a We Wealth Alessandro Allegri, ad di Ambrosetti Am Sim, evidenziando che “le aziende che emettono bond sostenibili sono infatti percepite come potenzialmente più resistenti a declassamenti e default, meglio amministrate e più lungimiranti quindi adatte a superare tempeste di mercato” e “questo dovrebbe tradursi in performance migliori e finanziamenti a tassi più convenienti per le società con rating esg più alto”. “Un ulteriore sostegno è arrivato dalla Bce che ha inserito i sustainability linked bond (SLB) all’interno del programma di acquisto di bond corporate europei” prosegue Allegri, precisando che “questa mossa rende oggi ancora più vantaggioso per le società finanziarsi attraverso l’emissione di bond sostenibili riuscendo a coniugare benefici economici, sociali, ambientali e di immagine aziendale”.

I sustainability-linked bond di Chanel

La casa di moda francese Chanel, che ha chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 12 miliardi di dollari, ha emesso due sustainability-linked bond (obbligazioni green la cui cedola è legata al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità prefissati dal gruppo, ndr). Nello specifico, si tratta di due tranche da 300 milioni di euro, con scadenza a 5 e 10 anni. Nel caso in cui i target di sostenibilità ambientale non venissero raggiunti, il gruppo dovrà pagare un premio “extra” alla scadenza delle obbligazioni. I bond verranno negoziati sul Luxembourg Stock Exchange.

Da Burberry a Moncler, la crescita sostenibile delle big della moda

Quello di Chanel non è un caso isolato. Nel mondo del fashion infatti, sono diversi i marchi che hanno deciso di puntare sul finanziamento sostenibile. Solo poche settimane fa il gruppo britannico Burberry ha emesso un green bond per finanziare progetti legati alla sostenibilità. Sempre quest’anno Vf Corporation, holding statunitense proprietaria di brand come Timberland, The North Face e Vans, ha emesso un’obbligazione verde da mezzo miliardo di euro. Accanto a nomi internazionali, anche la moda italiana fa la sua parte, come nel caso del “sustainability loan” di Moncler. A luglio, la società guidata da Remo Ruffini ha sottoscritto un accordo di finanziamento con Intesa Sanpaolo per un importo complessivo massimo 400 milioni di euro. “ll finanziamento – precisa una nota – consiste nella concessione a favore di Moncler di una linea di credito di tipo revolving, con scadenza 2023 e possibilità di rinnovo per ulteriori due anni, con un meccanismo premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale”. Un’operazione analoga era stata fatta in precedenza da Prada, che nel 2019 ha sottoscritto un finanziamento quinquennale da 50 milioni con Crédit Agricole Group, aggiudicandosi il titolo di prima azienda nel settore dei beni di lusso ad aver richiesto un prestito con un tasso di interesse legato a determinati obiettivi di sostenibilità del gruppo.

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