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Sostenibilità: i campioni del greenwashing

08 Novembre 2019 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • La sostenibilità è solo una facciata o veramente le banche si impegnano in questo aspetto?

  • 16 tra i maggiori gruppi finanziari a livello mondiale hanno sottoscritto gli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma presentano degli investimenti che con la sostenibilità non centrano nulla

Banktrack, organizzazione internazionale impegnata nel monitoraggio delle attività bancarie, ha stilato la classifica delle banche che, pur avendo sposato gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, sono esposte ai combustibili fossili e alla deforestazione attraverso prestiti e investimenti

Come si distingue una sostenibilità solo di facciata? Negli ultimi anni tutto il mondo finanziario ha iniziato a dipingersi di verde e a trovare negli investimenti Esg (environmental, social e governance) un nuovo cavallo di battaglia. 16 tra i maggiori gruppi finanziari a livello mondiale hanno anche sottoscritto gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) concordati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) che hanno come mira quella di risolvere un’ampia gamma di problematiche, dalla carenza di risorse idriche, alla povertà, dal cambiamento climatico, all’istruzione.

Sembra che il green sia penetrato in tutte le sfere della società, compresa quella finanziaria. Ma è veramente così? Se si entra nel dettaglio delle attività delle varie banche, la risposta è negativa. Molte continuano, infatti, a investire in combustibili fossili, in armi e in società non sostenibili, che, ad esempio, sono implicate nella deforestazione dell’Amazonia, nonostante abbiano siglato gli Sdg dell’Onu.

Questa contraddizione è stata messa in luce dal report No more greenwashing pubblicato da Banktrack, organizzazione internazionale che si occupa di monitorare le attività bancarie non sostenibili. Il documento sottolinea dunque come a distanza di tre anni dall’adozione degli accordi di Parigi per il clima (2016- 2018) e dopo la sottoscrizione anche degli Sdg dell’Onu, i maggiori gruppi bancari mondiali continuino a finanziarie attività ritenute non sostenibili. Si parla infatti di circa 1.900 miliardi di dollari in prestiti e investimenti a favore del settore dei combustibili fossili, di cui 600 destinati a 100 imprese che in modo aggressivo hanno ampliato attività legate ai combustibili fossili o alla deforestazione, tra il 2016 e il 2018.

Secondo Banktrack, le banche più attive nel finanziamento diretto o indiretto a società che generano effetti negativi sul clima attraverso combustibili fossili o deforestazione sono JPMorgan Chase, Wells Fargo, Citigroup, Bank of America, Rbc, Barclays, Mufg, Td, Scotiabank e Mizuho (vedi tabella). A livello aggregato, nell’ultimo triennio, il settore finanziario privato ha finanziato con oltre 1,9mila miliardi di dollari progetti e aziende che generano esternalità negative sull’ambiente.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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