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Sostenibilità e inclusione: il ruolo attivo di Eurizon

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Giulia Schiro
Giulia Schiro

03 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Ambiente, evoluzione tecnologica, inclusione. Tommaso Corcos, Amministratore Delegato di Eurizon, con Ilaria D’Amico, giornalista e conduttrice di Sky, hanno dibattuto su questi temi durante la conferenza tenuta al Salone del Risparmio 2019.

Il modo di investire rispecchia il modo di essere di una società. Oggi è in notevole aumento una domanda di investimento che incorpora valori e principi ambientali, sociali e di governance. Rispetto dell’ambiente, responsabilità sociale e governance sono anche i pilastri su cui costruire un nuovo modello di economia sostenibile e su cui Eurizon si impegna da oltre vent’anni.

Oggi questi temi, insieme alla cultura dell’inclusione, non possono essere ignorati dalle aziende che vogliono essere leader di mercato, non solo nel risparmio gestito, e sono fondamentali per l’intero tessuto socioeconomico.
Non conta solo la performance, ma anche la consapevolezza di avere un ruolo attivo nell’influenzare il futuro della società e del pianeta in cui viviamo.

Eurizon è un’azienda che svolge un ruolo attivo nel proporre investimenti sostenibili con un approccio responsabile e disciplinato, costruito sui valori e sul talento di chi ci lavora.
Leader in Italia degli investimenti Esg, Eurizon promuove la centralità della sostenibilità a favore di tutti gli stakeholder, il valore della responsabilità verso l’economia reale, la cultura dell’inclusione.
Dai primi fondi etici in Italia all’integrazione dei criteri Esg ed Sri nel processo di investimento, dall’adozione dei principi di stewardship per un esercizio responsabile dei diritti amministrativi e di voto in società quotate, fino ai piani individuali di risparmio e al primo Eltif italiano per sostenere l’economia reale: tanti passi di un percorso verso un modo di investire responsabile ed etico che Eurizon ha già compiuto.

Durante il Salone del Risparmio 2019, Tommaso Corcos, amministratore delegato di Eurizon, ha ripercorso la storia di un’azienda leader in Italia e in Europa partendo dai suoi core values – appartenenza, integrità, passione, eccellenza – fino ad arrivare a una sfidante vision fondata sull’umanesimo finanziario.
Lo stile di Eurizon punta alla valorizzazione della persona come elemento centrale. È un valore condiviso all’interno della società. Partendo da queste premesse, per noi di Eurizon l’abbraccio alla sostenibilità è venuto naturale perché coerente coi nostri valoriSono convinto che i criteri Esg siano un percorso che dev’essere condiviso all’interno dell’azienda. I manager devono farli propri, perché ragionare in ottica di compromesso tra tanti stakeholder è più complesso, ma anche più gratificante e migliora i risultati nel lungo periodo. Noi di Eurizon operiamo come gestori attivi e responsabili, scrivendo direttamente alle aziende che riteniamo abbiano un approccio che non rispetta i criteri Esg, esortandoli ad avere un atteggiamento più consono. L’industria ha preso una direzione positiva in questo senso e mi auguro che tutti i fondi attivi proseguano e rafforzino questo orientamento facendo sempre più engagement con le società, affrontandole su tematiche strategiche, mentre sembra che oggi ragionino solo su piccoli aspetti procedurali, come le politiche di remunerazione aziendali e la composizione del consiglio di amministrazione. Quando ti impegni a cambiare le cose il passaggio può essere veramente rapido”, ha commentato Corcos.

La cultura dell’inclusione non è dunque solo un imperativo morale, è un game changer che in un contesto di continuo cambiamento abilita le organizzazioni ad affrontare le nuove sfide e ad essere più veloci nell’adattarsi.

Ha confermato questa view Ilaria D’Amico, giornalista e conduttrice di Sky, che ha sottolineato come un abbraccio inclusivo di idee, culture, background, competenze, è la chiave per emergere in uno scenario sempre più innovativo in cui l’evoluzione tecnologica detta le regole e disegna le interconnessioni nelle singole realtà e nel mondo.

Il motore principale di questo cambiamento è la determinazione e la preparazione da parte delle donne”, ha commentato la D’Amico, incalzata da Corcos che ha ribadito: “nel 2018, con il comitato dei gestori, il 45% dei candidati che abbiamo presentato era di genere femminile”.
Noi donne siamo più emotive e multi-tasking, voi uomini avete spesso quel quadro razionale che ci aiuta a prendere la decisione finale in maniera migliore”, ha ribattuto la giornalista e conduttrice televisiva, che ha concluso “credo che la cosa più importante in un’azienda, perché si crei armonia, è respirare merito. La meritocrazia è anche un modo per debellare le gelosie e i livori”.

Giulia Schiro
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