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Sostenibilità: all’Italia la medaglia per la coerenza

Sostenibilità: all’Italia la medaglia per la coerenza

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

07 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • Al 13° posto c’è l’Italia. Il nostro Paese ha la percentuale più alta di tutta la classifica (tolto il Portogallo), in tema di coerenza

  • L’82% degli intervistati ha dichiarato che non investirebbe se questo significasse negare le proprie convinzioni (solo il 18% lo farebbe)

Secondo la classifica della sostenibilità l’Italia si posiziona al 13° posto a livello mondiale e al 6° in Europa. Se però si osserva il dato della coerenza degli investitori il podio vede il nostro Paese al vertice

Il 2020 e la sua pandemia hanno avuto un ruolo fondamentale nel rafforzare gli investimenti sostenibili. Il risparmiare per il futuro è una priorità e molti hanno scelto di scommettere sempre di più sugli investimenti sostenibili, sia per ottenere un ritorno finanziario maggiore sia per avere un impatto positivo sulla società.

Ma chi pensa maggiormente a questo genere di investimenti? E che impatto hanno a livello mondiale? Risponde a queste domande la ricerca pubblicata dal sito inglese “SaveOnEnergy” che si basa sui dati di Schroders e dello strumento di analisi online Ahrefs.

La classifica

Ai vertici delle classifica troviamo gli Usa con una media di 483.000 ricerche online l’anno sul tema investimento Esg. Si potrebbe dunque pensare che gli investitori americani siano quelli più preoccupati in assoluto per il tema sostenibilità. Ma non è proprio così. Perché se si osserva il secondo dato si nota come solo il 67% di questi non investirebbe contro le proprie convinzione. E dunque il 33% metterebbe in atto azioni anche non sostenibili se queste portassero ad un ritorno maggiore su quanto investito.

Al secondo posto c’è il Giappone con una media di 159.000 ricerca online all’anno. E il 76% sostiene che non investirebbe contro le proprie convinzioni.

Al terzo posto troviamo il primo paese Ue, la Gran Bretagna, con  111.000 ricerche all’anno. E con il 78% che rifiuterebbe un investimento se non sostenibile.

Scorrendo la classifica si trovano al 9° e 10° posto la Francia e la Germania. Anche qui la percentuale di “rifiuto” se non in linea con le proprio convinzioni si attesta al 78%. A chiudere la classifica è un’europea, il Portogallo con 600 ricerche all’anno sul tema Esg. Attenzione però che l’82% degli investitori non andrebbe contro le proprie convinzioni in tema ambientale.

Italia

Al 13° posto c’è invece l’Italia. Il nostro Paese ha la percentuale più alte di tutta la classifica (tolto il Portogallo), in tema di coerenza. E infatti l’82% degli intervistati ha dichiarato che non investirebbe se questo significasse negare le proprie convinzioni (solo il 18% lo farebbe). Nonostante le ricerche all’anno siano inferiori a quelle fatte negli Usa o negli altri paesi Ue, gli investitori italiani sono molto più attenti alla sostenibilità rispetto agli altri. SaveOnEnergy ha intervistato 734 investitori italiani sulle questioni ambientali, e su cosa si debba fare attenzione nel 2021.

Il 66% degli intervistati ha risposto che il riscaldamento globale  e il cambiamento climatico è una questione ambientale a cui le imprese dovrebbero prestare maggiore attenzione nel 2021.

L’inquinamento da plastica è ritenuto un altro fattore fondamentale per quest’anno. Il 61% lo considera un fattore fondamentale nelle proprie decisioni.

Complessivamente, il 72% ritiene che le imprese possano fare “molto di più” nel nuovo anno per aiutare a combattere i vari problemi ambientali.

Giorgia Pacione Di Bello
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