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Robeco, dagli investimenti sostenibili all'impatto

12 Marzo 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Investire in modo da avere un impatto socioeconomico chiaro senza trascurare i rendimenti finanziari

  • Enrico Giovannini: “Una visione integrata dello sviluppo sostenibile si basa sui quattro pilastri di economia, società, ambiente e istituzioni secondo i principi di “integrazione, universalità, partecipazione”

  • Il posizionamento attuale dell’Italia rispetto ai Sdg

  • Le società che saranno in grado di beneficiare dei mega trend dovrebbero aumentare il proprio fatturato di un totale che è stimato intorno ai 12.000 miliardi, circa il 10% del Pil mondiale

Da una definizione chiara di sostenibilità all’impatto, per generare alpha, secondo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. E’ questo l’arco della giornata milanese di Robeco, toccata anche dalla politica (quella buona)

Il fondo RobecoSam Global Sdg equities è il fondo che fa dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile  dell’Onu la sua strategia di fondo. Non si tratta certo di filantropia, come specificato da Masja Zandbergen, head of Esg Integration Robeco. Ma di vero e proprio impatto sociale, che sia anche profittevole.

Una definizione di impatto

La Zandbergen dà una definizione chiara: impatto vuol dire “investire in modo da avere un impatto socioeconomico chiaro senza trascurare i rendimenti finanziari”. Si tratta di un approccio particolarmente gradito dai investitori che mirano esplicitamente ad avere un impatto positivo sulla società. E’ basato inoltre sulla convinzione che questo sarà in grado di generare anche adeguati rendimenti dell’investimento. E’ questo aspetto a distinguerlo dalla filantropia. Dicasi lo stesso per gli altri due approcci Esg, vale a dire l’integrazione e l’esclusione.

I 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (sdg, sustainable development goals) dell’Onu

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Come si può vedere, gli sdg (da realizzarsi secondo l’agenda dell’Onu entro il 2030) spaziano dalla lotta alla povertà e alla fame nel mondo alla fornitura di energia pulita ed accessibile, dalle città e comunità sostenibili alle azioni per combattere il cambiamento climatico.

Le vie per l’impatto sono infinite?

Solo guardando ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, esistono dunque varie strade per realizzare l’impatto. “Ci sono molti modi tramite i quali è possibile avere un impatto, come ad esempio gli investimenti incentrati intorno alla sostenibilità, il focus sugli Sdg, l’attività di voto e di engagement per migliorare le pratiche societarie”, conclude la Zandbergen.

Enrico Giovannini

Ed è agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu che si ricollega Enrico Giovannini, capo statistico dell’Ocse dal 2001 al 2009 e dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta e presente alla convention in qualità di portavoce di Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Dopo aver fatto un excursus delle preoccupazioni attuali dei leader planetari, dal cambiamento climatico alla scarsità di risorse idriche all’automazione del lavoro meno qualificato, l’ex ministro si focalizza sull’importanza di integrare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile in ogni decisione strategica e di policy.

Nella sua presentazione Giovannini ribadisce che una visione integrata dello sviluppo sostenibile si basa sui quattro pilastri di economia, società, ambiente e istituzioni secondo i principi di “integrazione, universalità, partecipazione”.

La posizione dell’Italia rispetto ai 17 Sdg

L’animo dello statistico di Giovannini emerge quando, dati alla mano dice che il nostro Paese fra il 2016 e il 2017 ha registrato miglioramenti in dieci goal, peggioramenti per quattro e stazionarietà per due. Mentre “per un goal non è stato possibile calcolare l’indicatore per il 2017 a causa della mancanza di dati”. Solo un quinto degli italiani conosce l’Agenda 2030, ma l’83,7% degli intervistati si dichiara favorevole o molto favorevole a poitiche di sviluppo sostenibile.

Siamo ad un bivio storico e la direzione che prenderemo determinerà il successo o il fallimento. Con un’economia globalizzata e tecnologie sofisticate possiamo decidere di chiudere l’epoca della povertà estrema e della fame. O possiamo continuare a degradare il nostro pianeta e accettare intollerabili diseguaglianze che generano l’amarezza e la disperazione. La nostra ambizione è di raggiungere lo sviluppo sostenibile per tutti
BY Ban Ki-moon, Segretario Generale dell’ONU

L’analisi della Legge di Bilancio alla luce dei Sdg

L’ex Ministro del lavoro Giovannini sorvola in estrema sintesi sulle debolezze che affliggono l’attuale Legge di Bilancio in merito agli “Obiettivi 2030”.

Per quanto riguarda la lotta alla povertà c’è poca attenzione a dimensioni importanti della povertà (ad esempio, workingpoor). Manca poi per l’agricoltura una visione integrata. Vi sono misure utili sulla salute, ma non risolutive dei problemi del Ssn e delle disuguaglianze esistenti, che anzi rischiano di aumentare. Gli interventi per l’istruzione sono limitati. Per quanto riguarda le disuguaglianze di genere, vi sono alcuni interventi utili, ma frammentati e insufficienti. Per le reti idriche è urgente adottare un piano pluriennale di investimenti per il loro ammodernamento.

“Al di là di incentivi specifici a favore dell’efficienza energetica, è assente il tema della giusta transizioneverso la decarbonizzazione, così come il taglio degli incentivi dannosi per l’ambiente. Il Piano clima-energia va finalizzato e vanno definiti (e finanziati) gli investimenti necessari per attuarlo”.

Ancora, gli incentivi all’innovazione sono buoni. Ma manca il tema dell’economia circolare, così come strumenti per accrescere l’occupazione giovanile e femminile. Manca in sostanza un chiaro indirizzo allo sviluppo sostenibile delle politiche di innovazione. Gli investimenti previsti andrebbero orientati al digitale, alla transizione energetica, all’economia circolare, alla lotta ai cambiamenti climatici.

I mega trend secondo Ruben Gabriel Feldman

Chiude la giornata di Robeco il senior quantitative analyst RobecoSAM, parlando dei megatrend attuali e delle relative regolamentazioni. Le quali stanno dando vita a cambiamenti positivi nella domanda di beni e servizi che a loro volta avranno un impatto sugli Sdg. Le società che saranno in grado di beneficiare di questa domanda dovrebbero vedere crescere il proprio fatturato di un totale che è stimato in circa 12.000 miliardi, circa il 10% del Pil mondiale. L’asset manager vuole produrre alpha proprio investendo in società ben posizionate per beneficiare di questo trend di crescita. Mentre i rischi dal canto loro sono controllati attraverso l’analisi dei fondamentali delle società e la costruzione di un portafoglio conservativo.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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