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NN Investment Partners, il dovere della sostenibilità

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

28 Maggio 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Nel primo trimestre del 2019, i green bond hanno registrato una crescita del 42% rispetto allo stesso periodo nel 2018

  • “Il responsible investment fa parte del nostro dna”, commenta Simona Merzagora di NN IP

  • “Più del 90% delle nostre capex sono sostenibili. Stiamo guidando la transizione energetica”, spiega Nicole della Vedova, head of capital markets di Enel

Il mercato dei green bond ha superato la quota di 420 miliardi di euro. Ma in che modo bisogna intraprendere il percorso verso la vera sostenibilità? Enel, Snam, Erg e Ferrovie dello Stato presentano i propri punti di vista all’evento annuale di NN IP

“Per NN Investment Partners è diventata una necessità ma anche un dovere sostenere le aziende che si stanno muovendo verso modelli sostenibili e alternativi”. È con queste parole che Simona Merzagora, managing director di NN Investment Patners ha aperto “Sostenibilità: dalle parole ai fatti”, l’evento annuale del gestore olandese dedicato al tema della sostenibilità.

Al cuore della tavola rotonda che ha visto la partecipazione di società quotate come Enel, Snam, Erg e Ferrovie dello Stato, l’importante boom di emissioni di green bond nel 2019 ma, soprattutto, i percorsi intrapresi dalle diverse aziende verso la transizione energetica. Trasparenza e selezione diventano così le parole chiave di un processo tutto in divenire.

“Se si guarda alla sostenibilità, si guarda alle performance finanziarie e all’economia. Bisogna prendere le distanze per vedere più chiaramente, osservando cosa è successo e cosa si può fare – chiosa Adrie Heinsbroek, principal for responsible investing di NN IP – dobbiamo prendere nota del fatto che viviamo in un nuovo ecosistema e bisogna capire dove investire nell’economia reale”.

Il mercato dei green bond, infatti, ha superato la quota di 420 miliardi di euro, registrando nel primo trimestre del 2019 una crescita del 42% a livello globale rispetto allo stesso periodo nel 2018. Di fronte a questo boom tutto sostenibile, però, gli investitori devono adottare gli strumenti necessari per attuare una selezione degli emittenti, attraverso uno screening dei loro progetti finanziari e della loro visione strategica di lungo termine in termini ambientali. I parametri sanciti dai Green Bond Principles e le linee guida della Climate Bonds Initiative sono un valido punto di partenza per chiarire come ogni progetto debba rispettare un aumento massimo della temperatura di 2 gradi nel 2100, come stabilito dall’Accordo di Parigi del 2015. A tal proposito, NN IP ha implementato una serie di azioni e di strategie che tengono conto dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (SDGs).

“In NN IP implementiamo anche un sistema di screening indipendente per valutare il profilo più ampio dell’emittente e la coerenza dell’obbligazione con la strategia della società”, aggiunge Bram Bos, lead portfolio manager green bonds di NN IP. Di conseguenza, il team di investimento della società olandese esclude alcune emissioni di rilievo per ragioni che talvolta si discostano dall’obbligazione in sé, come la mancanza di trasparenza oppure l’operatività in settori che non rispecchiano i principi del green bond.

“Il responsible investment fa parte del nostro dna – continua Simona Merzagora – Anche i Millennials stanno chiedendo alle aziende delle risposte concrete a tal proposito. Diverse aziende stanno utilizzando la sostenibilità per transitare verso modelli più innovativi”.

Michele Pedemonte di ERG, Nicole della Vedova di Enel, Bram Bos di NN IP, Sergio Molisani di Snam e Vittoria Iezzi di Ferrovie dello Stato

La sostenibilità è un pillar di riferimento per Enel. La multinazionale dell’energia sta infatti percorrendo la strada verso la decarbonizzazione. “Più del 90% delle nostre capex sono sostenibili. Stiamo guidando la transizione energetica e abbiamo già iniziato la revisione del nostro piano industriale in ottica Sdgs”, spiega Nicole della Vedova, head of capital markets di Enel. Sulla stessa linea d’onda anche Erg, società operativa a livello europeo nel settore delle energie rinnovabili. “Nel nostro caso, si è trattato di uscire da un’industry non più sostenibile per andare verso un’industry all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità. Oggi siamo i primi produttori in Europa di energia eolica”, precisa Michele Pedemonte, head of finance di Erg.

Ma la sfida principale in questo ambito è il team working: l’uomo della finanza non può fare a meno della sostenibilità, come spiega Vittoria Iezzi, responsabile debt capital market di Ferrovie dello Stato Italiane. L’obiettivo di Ferrovie dello Stato, in particolare, è quello di replicare il successo dell’alta velocità in termini di sostenibilità anche nei treni regionali. L’Etr 1000 – il treno ad alta velocità Frecciarossa – sarebbe infatti riciclabile per il 97% dei materiali che lo compongono e i futuri treni regionali, che inizieranno a percorrere le strade di alcune regioni italiane nei prossimi mesi, hanno un tasso di riciclabilità tra il 93 e il 96%.

“Circa il 20% del nostro capex plan è costituito da pure green o green nel futuro – aggiunge Sergio Molisani, finance director di Snam, società attiva nel trasporto, nello stoccaggio e nella rigassificazione del metano – Stiamo facendo qualcosa che è puro green, ma non solo. Il nostro obiettivo è quello di migliorare l’efficienza dei nostri impatti”. Secondo Molisani, infatti, attraverso un mix di gas, idrogeno ed elettricità, nel 2050 si potrebbero risparmiare circa 200 miliardi di euro. “Bisogna essere green, ma non ortodossi. Essere pragmatici è la strada giusta”, conclude.

Rita Annunziata
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